Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Adsl e telefonia: Elitel cerca di salvare utenti e lavoratori
Circa 400 mila utenti Internet italiani, per gran parte di aziende e professionisti, sono in panne da ieri 10 luglio: niente Adsl né linea telefonica. Sono utenti di Elitel, di cui Telecom ha cominciato progressivamente a staccare le linee a partire dal 3 luglio per completare il tutto ieri.Connessi connessi Il motivo è che Elitel deve a Telecom 95 milioni di euro in fornitura di servizi Adsl e telefonici. Sommati i debiti ancora non scaduti, Elitel deve a Telecom 106 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 25 milioni dovuti ad altri fornitori.
Ieri si è giunto l’apice del problema ma si è intravista anche una prima soluzione: Elitel ha chiesto al governo, con tutte le società del gruppo, di essere commissariata. Significa che un commissario del Ministero dello sviluppo e delle attività produttive prenderà in gestione la società nei prossimi due anni.
Primo obiettivo: ottenere che Telecom riattivi le linee, per poi trovare una soluzione a quel debito. Il sottosegretario al ministero ha scritto quindi a Telecom Italia a tal scopo. Telecom sta ancora valutando la richiesta.
Certo è che, anche qualora acconsentisse, ci vorranno giorni perché tutte le linee vengano riattivate (è un processo lungo, c’è voluta una settimana solo per completare il distacco).
È una storia piena di incertezze, ancora: non si sa se il commissario ministeriale valuterà Elitel abbastanza solida per reggersi in piedi. In caso affermativo, continuerà l’amministrazione straordinaria e si cercherà di far fronte al debito. In caso contrario, il rischio è il fallimento, che non solo l’azienda ma anche i sindacati cercano di evitare a ogni costo. Sono due mila infatti i lavoratori di Elitel (di cui 150 dipendenti subordinati, il resto sono parasubordinati), che adesso tramano per il proprio posto.
Le speranze si riaccendono anche perché risulta che Elitel adesso sia in attivo di circa 500-600 mila euro (prima delle tasse, a livello cioè Ebitda), grazie alla nuova gestione della società controllante (Viva la Vie) che si è insediata a marzo 2007. È un dato mostrato alla Provincia di Milano, ma ancora non pubblicato in bilancio, quindi non del tutto ufficiale.
I prossimi giorni saranno decisivi sia per l’azienda sia per gli utenti, buona parte dei quali tuttavia- com’è ovvio- sta cercando di migrare ad altro operatore.





Ancora nessun commento.