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Il ritorno del satellite Alice
È durato un mese il blackout di Alice Sat, la connessione satellitare di Telecom Italia. È tornata online ieri. È stato un disservizio eccezionalmente prolungato e vissuto nella totale mancanza di chiarimenti da parte di Telecom; ciononostante non ci sono stati eccessivi clamori (eccetto che nei forum degli appassionati), il che dimostra quanto secondarie siano le connessioni satellitari nel panorama della banda larga.Connessi connessi Anche il ritorno di Alice Sat è avvenuto senza annunci da parte di Telecom. Tant’è, il servizio è stato modificato nella sostanza, a monte, perché ora è fornito dal satellite Eurobird (prima, da Astra). Su diverse frequenze quindi. Per collegarvisi, l’utente deve ricalibrare il puntamento della parabola satellitare.
A maggior ragione, quindi, sarebbe stato necessario che Telecom comunicasse gli sviluppi e desse istruzioni agli utenti. Solo grazie al tam tam sui forum è potuta circolare la notizia secondo cui per tornare a connettersi era necessario puntare il satellite su Eurobird (coordinate Eurobird 9° Est 11747 mhz H 27500 3/4 pid 0x0640).
È un segnale che ora fa capo alla torinese Skylogic, controllata da Eutelsat, concorrente di Astra.
Telecom sembra insomma aver compiuto un cambio di fornitore, tenendo all’oscuro gli utenti; non si sa se l’ha fatto in condizioni di emergenza, per riparare un guasto, oppure se sia una scelta definitiva.
Né si sa se gli utenti saranno rimborsati per quel mese senza connessione.
È comunque una macchia nella storia di Alice Sat e, in generale, contribuisce alla cattiva reputazione delle connessioni satellitari (monodirezionali), già famigerate perché soffrono di eccessiva latenza e sono scomode da attivare. Non solo perché richiedono una parabola (che, grazie alla diffusione a Sky, ormai è cosa comune sui tetti italiani), ma anche perché hanno bisogno di un doppio collegamento: dial-up e satellitare. E quindi l’utente deve attivare eventualmente un’offerta flat per entrambi.
Lo sviluppo delle reti banda larga mobile (con l’Hsdpa e, da Natale, anche Hsupa) tende a mandare in soffitta le connessioni satellitare, sempre più destinate a un pubblico di nicchia, che risiede in zone davvero periferiche dello Stivale.





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