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Blurb e i libri “prodotti dalle masse”

Scritto da Nicola Bruno

Techcrunch li chiama “crowdsourced books“, ovvero libri prodotti dalle masse. Sono l’ultima novità di Blurb, competitor del più famoso Lulu, via via specializzatosi nella pubblicazione in propio di volumi illustrati.
In diretta dalla Rete “Community Books” è il nuovo servizio offerto agli iscritti che permette di invitare altri utenti e così gestire in maniera collaborativa la redazione di un determinato volume. In questa fase-beta, è possibile raccogliere solo immagini (anche provenienti da Flickr) in un layout accessibile contemporaneamente a più utenti.

Come per i libri auto-prodotti, al termine della fase di editing si può condividere il risultato con altri utenti o provare a venderlo direttamente sul bookstore di Blurb. Oltre, ovviamente, a poter stampare copie cartacee con l’ottimo servizio di print-on-demand messo a disposizione (ce n’è uno anche in Olanda per il mercato europeo).

La funzionalità di “Community Books” si rivela interessante soprattutto per i suoi risvolti sociali. Si pensi alla possibilità di pubblicare album di particolari eventi (conferenze, feste, concerti) con le immagini scattate dai diversi partecipanti e ospiti. Eileen Gittins, fondatrice di Blurb, definisce questo processo con una formula efficace: “mettere in connessione le classi creative”.

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