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Pagine3 e Mobango, quando il Web parla con il telefonino

mobango social network

Scritto da Piero Aprile

Credits: Pagine3

Il cellulare più del pc. Per entrare in Rete e per trovarci informazioni, condividere contenuti digitali e prenotare servizi. Di questa rivoluzione annunciata - se ne parla da quando le reti Umts si sono affacciate sul mercato, una vita (tecnologica) fa - ne sono convinti soprattutto gli operatori, molti addetti ai lavori (chi vi scrive non è fra questi) e anche (tanti) utenti. Casi di successo e gustose novità in tal senso, in ogni caso, non mancano. Come quelle che vi presentiamo di seguito.

Chi cerca trova, gratis e in tempo reale
3, l’operatore mobile del videofonino e dello Skypephone la conoscono tutti o quasi. Pochissimi, invece, sanno chi è Cicerone (personaggi storici a parte). Risposta: è la concessionaria per l’Italia di H3G e proprio oggi questa piccola società di Faenza ha annunciato Pagine3, un portale interattivo e multicanale, concepito per facilitare la ricerca on line di contatti e riferimenti (anche per specifica persona) delle aziende registrate al servizio (e la gestione di appuntamenti e prenotazioni varie (visita medica, tavolo al ristorante) direttamente da telefono cellulare, smartphone e computer palmare.

In chiave B2b e B2c, parimenti, il portale nasce per dare alle aziende, agli esercizi commerciali e anche ai liberi professionisti più opportunità di farsi trovare sul Web (la quota di iscrizione una tantum per avere diritto alla propria vetrina virtuale senza vincoli di tempo è di 30 euro) anche dai privati consumatori.

A Pagine3 si accede gratuitamente da pc e via Internet (all’indirizzo www.pagine3.it) e come detto da rete mobile, per cui è stato allestito e registrato il sito pagine3.mobi. Il tutto, ma questo era scontato, in modo molto semplificato, con l’accortezza di essere navigabile e fruibile da tutti: ipovedenti, non vedenti, non udenti, portatori di disabilità motoria, persone anziane, utenti con browser testuali o connessioni ad Internet ferme al preistorico dial up.

Alla community piace farlo mobile
La mission di Mobango è quella dei siti di social networking alla YouTube, Flickr o MySpace: offrire servizi per creare, pubblicare, archiviare e condividere gratuitamente contenuti originali auto prodotti.

La specificità di questa community, lanciata in Italia nel 2004 da Fabio Pezzotti (fondatore anche della media company) Webnext è la seguente: circa il 60% del traffico e dell’utilizzo dei servizi da parte degli oltre due milioni di utenti registrati in tutto il mondo (di cui circa 250.000 sono italiani) è stato generato da cellulare e il restante 40% da personal computer collegati in Rete.

Gli “afecionados” di Mobango, in altre parole, che sono giovani dai 18 ai 35 anni e sono in prevalenza (il 70%) maschi, si scambiano musica, suonerie, wallpaper, videoclip, foto e giochi prevalentemente via telefonino. E questo grazie a un programma che converte in automatico i contenuti digitali scaricati dal Web in file compatibili con i telefoni cellulari, di qualsiasi marca e per qualsiasi sistemi operativo. Basta chiudere un occhio sui costi della connessione alla rete del proprio operatore, a meno che non si disponga di una (rara) tariffa dati flat, e ci proietta in tempo reale nell’universo del Web 2.0 mobile.

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