Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Skype? Uno strumento da terroristi
“La cifratura del software Skype […] ci crea gravi difficoltà“. La frase, in sé sibillina, non proviene da qualche concorrente della società lussemburghese, ma da Joerg Ziercke, di professione Presidente dell’Ufficio di Polizia Federale tedesco. E dunque? “Non riusciamo a decifrarlo, e quindi bisogna auspicare una sorveglianza alla fonte, ovvero intercettare la fonte prima che la cifratura venga effettuata o dopo che il contenuto sia decifrato”.Per approfondire Una nuova dichiarazione di guerra per uno dei più popolari software VoIP? Sembrerebbe proprio di sì, e stavolta non proviene dalle latitudini cinesi (tempo fa si era insistentemente vociferato che Pechino volesse intercettare le telefonate via Skype, ma sull’effettiva realizzazione del progetto ci sono più punti interrogativi che certezze), ma da un Paese leader del blocco occidentale. Con tutto ciò che potenzialmente ne deriva.
Le chiavi di lettura delle affermazioni di Ziercke sono almeno due: la prima punta il dito sul metodo di cifratura di una specifica applicazione, che non è pubblica. Ma ciò significa riprendere la discussione in merito al miglior modo di fare sicurezza: rendendo pubbliche le specifiche o tenendole gelosamente custodite? Se così fosse, non ci sarebbe solo Skype sotto tiro, ma anche - potenzialmente - i client di messaggistica istantanea (testuale e vocale) a sorgenti chiusi, da Windows Live Messenger a Yahoo! o Aol Messenger. E questo aprirebbe le porte a forme di collaborazione più o meno spontanee tra produttori di software e Governi nazionali.
La seconda, ben più burocratica, sembra essere il vero fine dell’affermazione di Ziercke: l’uso autorizzato per motivi di sicurezza nazionale di malware. Insomma, la legalizzazione di backdoor di Stato (ufficialmente chiamato “software per l’indagine forense”). “Finora abbiamo 230 indagini aperte su islamici le cui attività ci risultano sospette: in due o tre di questi casi vorremmo potere agire”. Lo Ziercke-pensiero è destinato a fare discutere: da tempo molti Governi ne invocano l’uso - Stati Uniti in testa, che pare avessero sviluppato anni fa un software apposito - e da altrettanto è in piedi il dibattito che oppone questa esigenza alle forme di garantismo previste dalle singole carte costituzionali.





Ancora nessun commento.