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I motori di ricerca distributori involontari di exploit?

Scritto da Guido Sintoni

Attenzione ai risultati dei motori di ricerca: E’ Aladdin, azienda specializzata in sicurezza, a lanciare - o meglio, a riproporre - l’allarme: se i siti Web contenenti malware non sono più disponibili sul Web in maniera diretta, sono ancora indicizzati nella memoria tampone (la cache) dei vari Google, Msn Live e Yahoo. E questo “avvelenamento della cache” spiega in maniera letterale il significato di “cache poisoning”, una forma d’attacco rilevata per la prima volta nel 2006.

Per approndire Secondo Aladdin, i propri ricercatori hanno analizzato un attacco condotto su larga scala verso un sito Web universitario e lo hanno ricondotto a un sito Web disponibile solamente nella cache di un primario motore di ricerca: l’azienda, tuttavia, non è scesa nei dettagli, limitandosi a dire che il problema è comune per Google, Msn Live Search e Yahoo, e che “le pagine assorbite nella cache restano attive per settimane o mesi”.

Il meccanismo di caching trova larga applicazione in informatica: la cache è un’area della memoria con tempo di accesso molto breve utilizzata per conservare dati pregressi. Nel caso specifico, serve per abbreviare i tempi di ricerca di un sito Web, che viene di fatto copiato e redistribuito dal motore di ricerca di turno. Per Ofer Elzam, ricercatore di Aladdin, “i motori di ricerca non hanno fatto nulla per risolvere il problema. Sono loro che stanno infettando gli utenti: non si sentono responsabili di ciò?”.

A queste parole nessuno dei tre grandi ha ancora risposto, ed è difficile ipotizzare che lo farà: il problema è certamente reale, visto che il caching elude molti sistemi di filtraggio delle Url, ma dipende per buona parte da ciò che l’utente ricerca. Quindi, ancora una volta, non resta che appellarsi al buonsenso nell’usare i motori di ricerca e - non da ultimo - nel tenere aggiornato il proprio Pc: buona parte degli exploit si riferisce a vulnerabilità da tempo corrette da chi produce software.

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