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WiMax, via ai rilanci
Sono attivi tutti i 26 partecipanti all’asta WiMax e, come fa sapere il Ministero delle Comunicazioni, grazie alla prima fase di rilanci si è arrivati a 53 milioni e 600 mila euro. È la cifra che si ottiene sommando le offerte migliori, al momento, utili per aggiudicarsi le 35 licenze WiMax. Salirà, con le altre fasi di rilanci, che potrebbero protrarsi fino a venerdì e forse oltre. Già adesso, c’è stato un incremento dell‘8 per cento rispetto ai 49.700.000 euro circa totalizzati dalle offerte iniziali. Connessi connessi «I partecipanti sono ancora in fase di studio. La giornata è stata occupata principalmente dalle incombenze relative alle sospensioni delle offerte di chi ne aveva fatto in più aree e che doveva scegliere quella di riferimento, come previsto dal bando di gara e dal disciplinare», riferisce Fulvio Sarzana, avvocato specializzato in diritto di Internet. E che smorza l’entusiasmo del Ministero: «le offerte effettuate da tutti i partecipanti sono state quasi tutte contenute nel minimo dei rilanci previsti dal bando di gara».I candidati sono stati insomma prudenti. Se da una parte è vero che ci sono state almeno cinque offerte per ciascuna delle 35 licenze (il che fa pensare a un certo interesse, capillare sul territorio, per il WiMax), è altrettanto vero che l’hype intorno a questa tecnologia si è ormai sgonfiato. Non si arriverà a cifre molto più alte delle attuali, perché il WiMax arriva con troppo ritardo, in una fase in cui ormai le alternative su frequenze libere (come l’hiperlan) sono state adottate da molti provider medio-piccoli.
L’elemento che spicca di più, per ora, in quest’asta è l’animosità di Mediaset (attraverso la sua azienda Elettronica Industriale). Ha presentato tante offerte, al punto da rivaleggiare con Telecom Italia e con Wind. A differenza dei quali, però, è probabile che Mediaset non voglia utilizzare il WiMax per offerte al dettaglio, ma solo per creare una rete da affittare all’ingrosso. Sfrutterebbe le sinergie date dall’avere una infrastruttura per reti tv.
Mediaset può già contare su piloni e tralicci distribuiti sul territorio, su cui può mettere antenne WiMax. Stesso vantaggio c’è per Telecom e Wind, che hanno infrastrutture di rete mobile utilizzabili; altri soggetti dovrebbero invece partire da zero, imbarcandosi nel difficile compito di ottenere le autorizzazioni di condomini e Comuni, per installare antenne su tetti o colline.
Alcuni hanno ipotizzato che Mediaset voglia usare il WiMax come backhauling per reti televisive; ma il disciplinare di gare deciso dal Ministero lo proibisce. Permette infatti di usare quelle frequenze solo per servizi banda larga.





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