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Eff contro il Drm in Flash Video

Scritto da Nicola Battista

Un attacco al “fair use” da parte di Adobe, sostiene l’Electronic Frontier Foundation. Un futuro nero per il formato .Flv e i suoi utilizzi più creativi? | Internet: tutte le notizie | Il blog
Lo scorso 20 febbraio, Seth Schoen dell’Electronic Frontier Foundation ha segnalato che Adobe sta spingendo per l’inserimento di tecnologie di Drm in Flash Player e Flash Media Server.

Internet Questo potrebbe dire poco ai più, ma per l’Eff siamo di fronte a un ennesimo grave attacco al “fair use” e ai diritti dei consumatori.

“L’immensa popolarità di siti come YouTube ha inaspettatamente trasformato Flash Video (FLV) in uno degli standard di fatto per il video su Internet” - dice Schoen - “La proliferazione di siti che usano FLV è stata manna dal cielo per la cultura del remix ed ha permesso ai creativi di realizzare delle proprie versioni dei video postati”.

L’introduzione di protezioni in Flash crea molti rischi secondo Eff e anche commentatori come Ryan Paul di Ars Technica: innanzitutto si ricade nel solito Digital Millennium Copyright Act e quindi ogni tentativo di eliminare le protezioni verrebbe criminalizzato.

Viene poi limitata la libertà di espressione di studenti e insegnanti che già oggi manipolano video per crearne altri in risposta, a scopo di critica, spiegazione, e così via.

Rischia di perdersi anche quel meraviglioso patrimonio di materiale autoprodotto generatosi in rete: si pensi alle parodie realizzate con frammenti di film, programmi televisivi, spot e altro. Eff cita il caso del filmatino “Drama Prairie Dog“, divenuto un caso su YouTube e risorto in innumerevoli varianti e parodie.

Per finire, ci sarebbero limitazioni anche per tutti coloro che producono software in grado di leggere e riprodurre filmati in Flash: per esempio l’ultimo RealPlayer; in questa categoria, ancor più in difficoltà si verrebbero a trovare progetti open source come Gnash (Gnu Flash Movie Player) che, lavorando anche su sistemi che normalmente non sono compatibili con i prodotti di casa Adobe, molto probabilmente finirebbero dall’essere del tutto esclusi dal poter utilizzare la nuova versione del formato.

Visto quel che sta succedendo nel mondo della musica, dove le tecnologie di protezione vengono massicciamente rimosse eppure le vendite sembrano non risentirne (anzi…), appare strana la mossa di Adobe.

C’è da dire, però, che la cosa diventa non tanto strana se si pensa all’arrivo di Microsoft Silverlight sulla scena del video in streaming e della presenza di Drm in quest’ultimo prodotto: probabilmente Adobe intende mostrare ai propri clienti di non essere da meno di Redmond in tema di protezione per i “preziosi” contenuti video…

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