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Come ti comprometto Windows via Firewire in tempo zero

Scritto da Guido Sintoni

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Il ricercatore neozelandese Adam Boileau ha pubblicato un tool chiamato Winlockpwn che permette di prendere controllo di sistemi Windows attraverso una porta Firewire. Lo strumento è efficace solo in caso di accesso ‘fisico’ al sistema: in altri termini, non può essere usato via Internet. Il che, vista l’efficacia, è decisamente un bene.

Boileau tratta l’argomento in maniera molto approfondita: già nel 2006 aveva dimostrato che i sistemi di cifratura degli hard disk (per fissare le idee, tipo BitLocker di Windows Vista) non erano poi così sicuri a causa di una gestione della memoria non ottimale. A distanza di due anni, visto che nulla era stato fatto per correggere il problema, ha deciso di rendere pubblica la scoperta.

Già, è possibile la presa di possesso di ogni macchina Windows su cui sia presente una porta Firewire” spiega Boileau. L’attaccante deve collegarsi alla macchina sfruttando un sistema Linux e un cavo Firewire e lanciare Winlockpwn per aggirare le richieste di credenziali di Windows. Il software di interfacciamento a Firewire accede direttamente in lettura e scrittura alla memoria di sistema per incrementare la velocità di trasferimento dei dati; questo è considerato da Microsoft una caratteristica specifica e non un problema di sicurezza. Il che ripropone la domanda che da tempo immemore si pone ogni informatico degno di tal nome: bug or feature?

E’ vero: non è un bug ma una caratteristica - conferma Boileau - lo sa Microsoft, e le stesse specifiche Ohci-1394 [che definiscono il protocollo Firewire, ndR] lo ribadiscono. Ma in genere chi ha una porta Firewire sul proprio Pc non lo sa”. E quindi il consiglio è quello di disabilitare la porta Firewire quando non in uso.

A stretto giro di posta è arrivata la risposta di Microsoft: “La ricerca di Adam Boileau non evidenzia una vulnerabilità riconducibile al software, ma riflette una caratteristica dell’hardware che interessa più sistemi operativi”. Appunto: per l’uno si tratta di un bug; per l’altro di una feature. Dov’è la novità?

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