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Game over per 29A, storico gruppo di VXer
Il Cebit in diretta | Notebook e ultraportatili | Il blog di MyTechCala il sipario su 29A, uno dei gruppi di VXer più longevi. Come in molti casi legati all’informatica - e, nello specifico, al cosiddetto digital underground - dietro all’acronimo VXer e al nome stesso si nasconde un gioco di parole o una sigla: 29A null’altro è che la traduzione in esadecimale per 666, il Numero della Bestia, e VXer si scrive per esteso “Virus Writer“. Insomma, la notizia non è da accogliere con pieno rammarico; semmai può essere la base per una riflessione per capire l’evoluzione del mai chiaro mondo di chi scrive malware.
E’ Symantec a dedicare qualche riga del proprio blog all’accaduto, sottolineando che 29A sia il gruppo che, tra gli altri, ha creato il primo virus per Windows CE, il primo per Symbian OS (Cabir: chi non lo ricorda? Era il primo worm capace di diffondersi via MMS e, per qualche tempo, ha rappresentato un bello spauracchio, salvo poi rivelarsi poco più di una tempesta in un bicchier d’acqua) e il primo per piattaforme a 64 bit.
29A era ormai più un gruppo storico che un pericolo: membri di cui si conosce solo il nick - GriYo, Vecna o Z0MBiE - avevano già salutato e se n’erano andati tempo addietro. L’ultimo sopravvissuto, VirusBuster, ha salutato così, in maniera un po’ dark, di sicuro molto anni Novanta: “Ho tentato di contattare ValleZ per un po’ di tempo, con l’intento di capire il da farsi di 29A. Non ci sono riuscito, e quindi prendo da solo la decisione. E la mia decisione è che 29A si ritira ufficialmente. Mi sembra giusto perché sono io l’inizio e la fine del gruppo stesso. Che è nato su Dark Node, la mia BBS, e che annovera il sottosctitto come ultimo membro attivo. 29A leva le tende!“.
Facile dire quindi pensare che la ricerca del profitto ha rimpiazzato la curiosità intellettuale (ma con la stessa propensione a delinquere: scrivere un malware non è mai un’azione legale, e 29A ha pubblicato vari tutorial su come farlo, fornendo più volte codici d’esempio); impossibile negare che i singoli malware abbiano lasciato spazio a cavalli di Troia sempre più sofisticati e sempre più orientati alla creazione di botnet. E se fosse solo l’evoluzione della specie anziché una sorta di elegia per i vecchi tempi andati?





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