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Frequenze Usa, finita l’asta storica

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Scritto da Giulio Boresa

È finita oggi l’asta delle frequenze 700 MHz, negli Usa: segna un punto di svolta tra il vecchio e il nuovo mondo delle telecomunicazioni. Sono state messe all’asta, infatti, frequenze pregiatissime a 700 MHz, che erano della Tv (liberate grazie al passaggio dall’analogico alla Tv digitale). Saranno usate, dai vincitori, per fare reti di comunicazione avanzata: WiMax, terza e quarta generazione di reti mobili. Quelle frequenze permetteranno una copertura capillare del territorio con costi ridotti.
Connessi connessi Non a caso ha partecipato all’asta anche Google, nuovo entrate, dirompente, nel mondo delle telecomunicazioni, dove intende portare una ventata di filosofia di Internet.

I nomi dei vincitori non sono stati ancora comunicati, ma già si sa che l’asta è stata un record: 19,6 milioni di dollari raccolti dagli Stati Uniti, durante ben 261 round di rilanci. Fcc (Federal communications commission), che ha bandito l’asta, si aspettava 10 milioni e ne auspicava 15.

Grande successo, imprevisto, quindi. Si sa che hanno partecipato tutti i big delle tlc americane, ma anche l’europea Vodafone. Insomma, i colossi delle tlc e di Internet si sono dati appuntamento a quest’asta, vista non a caso come un momento di passaggio cruciale verso il futuro delle comunicazioni elettroniche.

Non si sa se Google abbia vinto alcune licenze. Il suo intervento ha già però avuto un impatto nella gara: è riuscita a convincere Fcc a inserire una clausola nel bando: i vincitori delle licenze dovranno avere un approccio “open” (figlio di Internet), cioè permettere agli utenti di usare qualsiasi terminale su quelle frequenze. AT&T e Verizon già confermano che lo consentiranno. Quest’asta abbatte quindi, in un colpo solo, due retaggi del vecchio mondo delle comunicazioni: il fatto che le frequenze migliori debbano essere usate solo per le Tv e il vincolo a usare terminali specifici per specifiche frequenze. In altre parole, si va verso la neutralità tecnologica in tutti i campi delle tlc: concetto che,da internet su rete fissa, approderebbe così anche sul mobile.

Il tutto, però, è una rivoluzione solo negli Usa. In Europa, le frequenze pregiate televisive si libereranno solo nel prossimo decennio. Il Vecchio Continente rischia quindi di accumulare altri ritardi sul fronte dell’innovazione, a causa di politiche protettive dello status quo.

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