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Italia nel G8 dei produttori di e-mail spazzatura
Di primati negativi il Bel Paese ne ha collezionati fin troppi in questi ultimi anni, e non solo per ciò che concerne le nuove tecnologie. Essere all’ottavo posto a livello mondiale nella produzione di spam è quindi un ulteriore segno che l’Italia, mi permetto di scriverlo, deve darsi una regolata. La considerazione mi viene spontanea leggendo gli ultimi dati elaborati da Sophos riguardo la diffusione del fenomeno delle e-mail spazzatura.Per approndire La “sporca dozzina”
Nell’ultimo trimestre del 2007 la produzione di spam proveniente dall’Italia è stata in forte ascesa, tale da farci “guadagnare” ben sei posizioni - dalla tredicesima alla settima - rispetto al trimestre precedente. Con l’inizio del 2008 siamo scesi di un gradino, all’ottavo posto quindi. C’è, è giusto sottolinearlo, anche chi fa peggio e nello specifico la Russia, che si è catapultata alle spalle della super potenza Usa totalizzando l‘8,3% dello spam mondiale.
Gli Stati Uniti (su cui incombe anche la minaccia degli spam lanciati via Sms, che saranno nel 2008 oltre 1,5 miliardi), per contro, producono oltre un quinto di tutti messaggi contenenti trappole inviati via Internet ai computer di tutto il pianeta, a dimostrazione dell’esorbitante numero di pc a stelle e strisce controllati a distanza dagli hacker.
L’Italia, per contro, ha un numero di macchine compromesse decisamente inferiore ma con una percentuale del 3,5% del totale di mail spazzatura prodotta è il primo Paese dell’Europa Occidentale in classifica. A livello di continenti, utile sapere che dall’Asia arriva il 32,1% di tutto lo spam oggi in circolazione, dall’Europa il 27,1% e dal Nord America il 26,5%; in Africa, “grazie” al digital divide, si produce solo l‘1,1% di messaggi spazzatura.
Ecco comunque in dettaglio l’elenco dei dodici Paesi che hanno generato la maggior quantità di spam da ottobre a dicembre 2007:
1. Stati Uniti 21,3%
2. Russia 8,3%
3. Cina (inclusa Hong Kong) 4,2%
4. Brasile 4,0%
5. Corea del Sud 3,9%
6. Turchia 3,8%
7. Italia 3,5%
8. Polonia 3,4%
9. Germania 3,2%
10. Spagna 3,1%
10. Messico 3,1%
12. Gran Bretagna 2,5%
Altri 35,7%
Attenzione alle vacanze ai tropici…
La stessa Sophos ha anche analizzato invece la produzione pro capite di spam, stilando cioè la classifica dei Paesi che generano più mail spazzatura in rapporto alla popolazione. In cima alla lista dei cattivi c’è l’arcipelago tropicale di Pitcairn, quattro sperdute isole nell’Oceano Pacifico, seguito da altri paradisi delle vacanze esotiche; Stati Uniti (al 64° posto), Russia (45°) e Cina (132°), che hanno chiuso il 2007 ai primi tre posti della classifica, sono usciti dalla top ten mentre l’Italia si piazza in 39ª posizione davanti a praticamente tutti i Paesi tecnologicamente ed economicamente avanzati.
I dieci attuali principali produttori di spam pro capite secondo Sophos:
1 Pitcairn
2 Niue
3 Tokelau
4 Anguilla
5 Isole Faroe
6 Monaco
7 Bermuda
8 Isole Falkland
9 Andorra
10 Aruba
E occhio allo spam azionario_
Ma dove risiedono, lecito chiedesi, i principali pericoli nell’aprire un messaggio di posta elettronica sospetto? Qual è lo specchietto per le allodole più utilizzato dai computer zombie che diffondono spam e malware? Secondo Sophos vanno parecchio di moda mail spazzatura contenenti file Mp3 diffondono consigli truffaldini sui titoli azionari, il cosiddetto spam di tipo “pump-and-dump” finalizzato a gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni di società pressoché sconosciute. È successo infatti che, per aggirare i filtri antispam, gli imbonitori elettronici abbiano messo in circolazione messaggi con allegati camuffati da file musicali di rinomati interpreti come Elvis Presley, che invitavano i destinatari con una voce uniforme e monotona ad acquistare le azioni di una società poco conosciuta. Prima di dilapidare incautamente i vostri risparmi forse è il caso di leggere con attenzione le raccomandazioni raccolte all’indirizzo www.sophos.it/security/best-practice/.





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