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Il più grande network WiMax al mondo

google wimax

Scritto da Giulio Boresa

I colossi delle tlc americani si stanno per imbarcare in un’avventura: una rete WiMax nazionale, con un investimento complessivo stimato tra i 2,6 e i 2,7 miliardi di dollari. Parteciperanno Comacast (1 miliardo di dollari), Time Warner Cable (500 milioni), Bright House Networks (100-200 milioni), Intel (1 miliardo). Affideranno a Sprint-Nextel e Clearwire la creazione del network.
Connessi connessi È un piano per ora non confermato a livello ufficiale, ma riportato come cosa ormai certa dal Wall Street Journal, secondo cui al progetto parteciperà anche Google.

Per il network saranno usate, almeno in parte, le frequenze 700 MHz che lo Stato americano ha appena assegnato con un’asta (sono quelle che si libereranno per il passaggio alla Tv digitale).

Sono stati Verizon Wireless e AT&T ad aggiudicarsi il maggio numero di licenze 700 MHz. Su queste frequenze quindi opereranno soprattutto colossi proveniente dal mondo delle tlc tradizionali, per fare reti Internet wireless (WiMax o mobili di terza-quarta generazione). Alcune licenze sono finite nelle mani anche di qualche nuovo entrante; non di Google, però, che pur partecipando all’asta è rimasto a bocca asciutta. Resta però in gioco nel futuro delle telecomunicazioni americane: ha appena chiesto alle autorità Usa di poter usare le frequenze Tv non utilizzate (il cosiddetto white space) per creare connessioni Internet senza fili; quello che Google chiama già il WiFi 2.0. Le frequenze si libererebbero a febbraio 2009 e Google sarebbe pronto a usarle da fine 2009.

Google sta quindi premendo, insieme con le aziende che formano la White Space Alliance (Intel, Microsoft, Philips, Dell), per una liberalizzazione di alcune frequenze pregiate, affinché siano utilizzabili non solo dai vincitori delle aste pubbliche, ma da tutti.

È un’idea che di tanto in tanto viene presentata anche in Italia (sostenuta, tra gli altri, da Assoprovider e Antidigital Divide), ma finora è caduta nel vuoto. Eppure, se l’uso libero non dovesse andare in conflitto con l’uso licenziato, potrebbe essere un buon modo per utilizzare a fondo le frequenze disponibili, allo scopo di diffondere i servizi tlc evoluti.

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