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Wi-Fi di Stato in Russia? Pare proprio di sì

russia wi-fi

Scritto da Guido Sintoni

Rossvyazokhrankultura (Russian Mass Media, Communications and Cultural Protection Service): non è uno scioglilingua, ma l’appena costituito ente russo che rischia di diventare un intrusivo Grande Fratello per tutti i viaggiatori verso questo Paese.


A grandi linee, la Rossvyazokhrankultura assomiglia al nostro Garante della Privacy: le somiglianze finiscono qui, perché la direzione intrapresa sembra essere diversa da buona parte degli enti sorti in materia nell’Europa occidentale. Secondo l’agenzia stampa Fontanka, infatti, Rossvyazokhrankultur avrebbe intenzione di imporre la registrazione obbligatoria di ogni dispositivo Wi-Fi e hotspot sul territorio russo.



Il tutto è confermato da Vladimir Karpov, il deputato che è a capo dello specifico ufficio dell’agenzia, al sito Web The Other Russia. “Oltre agli hotspot pubblici, la richiesta di registrazione si applica ad alcuni tipi di rete domestica, laptop, smartphone e palmari con funzioni Wi-Fi - ha spiegato Karpov - e la registrazione permette l’uso del dispositivo da parte del solo proprietario“. Di fatto si tratta di una decisione a sorpresa: dal 2004 al 2007 il Governo russo ha regolamentato più volte le radiofrequenze, senza toccare le onde radio su cui transita il Wi-Fi.

I commenti sono generalmente negativi, e c’è chi sottolinea come la Rossvyazokhrankultur riporti alla memoria alcuni apparati burocratici di sovietica memoria: a capo di essa c’è un ingegnere metallurgico, sulla carta poco indicato a comprendere le problematiche di un ente che gravita attorno alle telecomunicazioni e alla regolamentazione della privacy. Stando alla prima bozza, la registrazione per i dispositivi personali richiede una decina di giorni di tempo (il che non farà fare certo salti di gioia ai vari uomini d’affari che transitano sul territorio, senza ovviamente considerare ulteriori problematiche legate alla privacy), ma un registrare un hotspot - ivi compreso un normale router wireless da meno di centi euro - è molto più complesso, richiedendo certificazioni burocratiche e tecnologiche.

“Ogni rete a Mosca o San Pietroburgo - ricorda Karpov - ha bisogno di essere approvata da due agenzie federali”: insomma, pugno di ferro in guanto d’acciaio per un Paese che da sempre denota grandi esperti di sicurezza informatica, ma anche grandi attaccanti e problemi che sembrano irrisolvibili legati alla distribuzione di spam ed exploit vari.

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