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Google in tribunale per AdWords

adwords cause google legalità

Scritto da Guido Sintoni

Big G trascinata in tribunale: un evento che, nella vita di un colosso come Google, è pressoché fisiologico, ma che stavolta merita una menzione per l’oggetto del contendere, AdWords, e per l’accusa, quella di fare pagare ai propri clienti somme non dovute.

Andiamo per ordine: la causa è stata intestata nella corte distrettuale di San Jose, California, da Kabateck Brown Kellner LLP, uno studio legale che  intende  intentare una Class Action contro Google a causa del comportamento di quest’ultima nei confronti de “i clienti AdWords che hanno lasciato vuoto il box relativo al CPC, ovvero al cost-per-click, una volta immesse le offerte CPC”. La Class Action è un’azione legale condotta da uno o più soggetti in nome proprio (Lead Plaintiff) ma nell’interesse e per conto di una massa di soggetti (i Class Members) che si trovano nella stessa situazione giuridica del Lead Plaintiff.

Per approndire Google permette a chi usa AdWords di impostare il massimo CPC che è disposto a pagare quando gli utenti cliccano sulle pubblicità; è possibile immettere differenti limiti per specifiche pubblicità da fare comparire su pagine Web che fanno parte del programma Google AdSense. Il problema starebbe nel fatto che Google non chiarisce che, per evitare di fare girare pubblicità a pagamento sul network AdSense, bisogna immettere un valore pari a zero in un box anziché lasciarlo vuoto.

“Chi decide di veicolare la propria pubblicità attraverso Google - sostiene l’accusa in persona dell’avvocato Brian Kabateck - non viene trattato in maniera chiara. La maggior parte delle persone può ritenere che lasciare il box vuoto non comporterà costi; in realtà non è così”. Il problema, in ultima analisi, è la distinzione che la persona comune può non fare tra i concetti di ‘zero’ e ‘lasciare vuoto’.  Starà ovviamente a chi giudica stabilire se ciò sia vero o meno.

E quindi? La Class Action conclude: “Ridefinendo il significato universalmente conosciuto di un campo lasciato vuoto, e speculando su questa nuova definizione, Google si è appropriata in maniera fraudolenta di milioni di dollari nei confronti dei danneggiati”. L’ultima azione legale dello studio legale Kabateck Brown Kellner LLP risle allo scorso marzo, quando ad essere chiamata in causa è stata Apple per “non avere portato alla conoscenza dei consumatori il fatto che i nuovi monitor iMac da 20 pollici sono tecnicamente inferiori ai vecchi 24 pollici”. Dal quartier generale di Google in quel di Mountain View, nel frattempo, nessun commento ufficiale in materia.

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