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Posta indesiderata, la realtà supera l’immaginazione

ricerche spam

Scritto da Giuseppe M. Goglio

Marica, la studentessa, 2.543. Ingrid, l’impiegata neomamma, 3650. Giuseppe, il perito meccanico, circa 6.000. Gabriella, la pensionata, 6.329. Giuseppe, il giornalista, 7.963. Per un totale di 26.485. Questo il bottino finale di S.P.A.M. Experiment, l’iniziativa proposta da McAfee che per tutto il mese di aprile ha tenuto impegnati cinque volontari in un’attività di navigazione Web che si potrebbe definire ‘dinsinvolta’, vale a dire senza curarsi minimamente delle possibili conseguenze legate all’utilizzo di un indirizzo di e-mail assegnato per l’occasione e totalmente privo di forme di protezione a parte l’antivirus.

In attesa delle conclusioni ufficiali dell’azienda, il risultato italiano, tra i più rilevanti in assoluto nelle dieci nazioni coinvolte nell’esperimento, consente di trarre già le prime conclusioni. Secondo quanto si evince dai blog delle ‘cavie’, la quantità di spam è cresciuta rapidamente. Già dopo pochi giorni di attività, gli invii giornalieri avevano raggiunto in diversi casi quota cento, con offerte di ogni tipo, dalle prevedibili proposte mediche alle tradizionali vincite e raffiche di omaggi fino a quelle più curiose di sedie a rotelle elettriche, scale per tenere in forma il cane, Bibbia in formato elettronico, soluzioni per far andare le automobili con una miscela di benzina e acqua e manuali di magia.

L’aspetto più sconcertante è però l’andamento dello spam. Se da una parte non era difficile prevedere che i meccanismi di annullamento di presunte sottoscrizioni non avrebbero fatto altro che accentuare la situazione, i rilevamenti degli ultimi giorni lasciano comunque stupiti. Per alcuni utenti infatti, si è toccato e superato il tetto di 500 messaggi di spam al giorno. Oltre a un numero non meglio precisato di spyware e malware assortiti che hanno preso casa sui notebook forniti per l’occasione, presto gravemente penalizzati anche sotto il profilo delle prestazioni e che nei prossimi giorni saranno presumibilmente analizzati con attenzione dai laboratori McAfee. Non è difficile ipotizzare che, per quanto esperti, i tecnici possano restare anche loro sorpresi dalle condizioni di questi martoriati Pc.

Nel frattempo, da questa vicenda è già possibile imparare qualcosa. Prima di tutto la necessità concreta di tutelare in modo opportuno qualsiasi sistema, privato o aziendale, grande o piccolo, e quindi cercare di divulgare il più possibile alcune semplici norme comportamentali, indispensabili per non lasciarsi sopraffare dallo spam. Se per il singolo utente questo può rappresentare poco più di un fastidio, per un’attività produttiva un approccio sbagliato alla questione spam può tradursi in importanti perdite economiche. Come confermano i risultati diramati di recente dai SophosLabs, che hanno riscontrato come il 92,3% di tutte le mail inviate nei primi tre mesi del 2008 sia costituito da messaggi di spam. Nello stesso questo periodo, inoltre, Sophos ha individuato 23.300 nuovi siti web al giorno, in altre parole uno ogni tre secondi, che vengono sfruttati dagli spammer per svolgere le proprie attività illecite.

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