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Silverlight approda su Linux. Ma non è (tutto) merito di Microsoft
Silverlight, la risposta di Microsoft ad Adobe Flash, approda sulla piattaforma Linux, confermando i propositi di Big M di dare al proprio runtime di contenuti un’impronta il più possibile omnicomprensiva. Propositi realizzati fino a un certo punto: quello che approda sui desktop Linux - non certo diffusissimi, bisogna sottolinearlo - è una implementazione di Silverlight 1.0 realizzata con un progetto open source chiamato Moonlight.
Attualmente l’anti-Flash di Microsoft è in fase di sviluppo sostenuto: a marzo ha debuttato la prima beta della seconda versione, decisamente più ricca di quella attualmente stabile; l’approdo sui dispositivi mobili Symbian 60 (adottati da molti produttori, Nokia su tutti) è previsto entro l’anno, mentre il futuro è più incerto in ambito iPhone, anche se è improbabile che il matrimonio non venga celebrato.
Il progetto Moonlight fa parte di Mono, l’implementazione open source della piattaforma Microsoft .Net cui Silverlight attinge a piene mani; il responsabile del progetto, quel Miguel de Icaza che è padre dell’ambiente grafico Gnome e che ora è alle dipendenze di Novell - l’azienda che si occupa di Linux con cui Microsoft ha i rapporti più stretti - descrive così Moonlight: “Può essere installato in due modi: il primo non prevede il supporto per codec, ma è semplice da installare; il secondo prevede la compilazione dai sorgenti, con la possibilità di aggiungere i codec FFMpeg”.
Moonlight funziona correttamente su Firefox 2.0 ma incontra problemi su Firefox 3: i recenti cambiamenti nella struttura del browser Web lo mandano in conflitto con il motore JavaScript. C’è ancora da lavorare, insomma, ma non è un problema: tanto più che la stessa terza release di Firefox non è ancora dichiaratamente stabile e mancano un paio di Release Candidate perché Firefox 2 vada definitivamente in pensione. Nel frattempo il team Moonlight si sta focalizzando anche su Silverlight 2.0: al momento in cui scriviamo il supporto è sperimentale.





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