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Cellulari, la battaglia infinita per il credito residuo

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Scritto da Giulio Boresa

Gli utenti non riescono ancora a portare il resudio della prepagata verso il nuovo operatore. Arriva la denuncia del Movimento difesa del cittadino

Oggi Aduc, associazione dei consumatori, ha lanciato un’accusa: “Wind ancora non riconosce la portabilità del credito residuo”. In varia misura è però un problema che riguarda tutti gli operatori mobili italiani.
Ancora non si sono adeguati perfettamente al decreto Bersani sulle liberalizzazioni, secondo il quale gli utenti, passando ad altri operatore, hanno diritto a conservare il credito residuo sulla prepagata (meno un tot, pari a costi effettivi subiti dall’operatore per gestire il processo di trasferimento credito). Paradossale, visto che dal decreto Bersani è passato più di un anno, ormai.

“Ecco cosa scrive Wind nella pagina in cui si descrivono le Condizioni del servizio dell’offerta Passa a Wind”- denuncia Aduc.
“Fatto salvo ogni diverso accordo tra Wind e l’operatore cedente, l’eventuale credito residuo presente sulla carta …dell’operatore cedente al momento dell’attivazione di Passa a Wind verrà perso”.

“Passa a Wind”, come dice il nome, è l’offerta con cui è possibile cambiare operatore, passando a Wind e conservando il numero di cellulare.

Già ad agosto 2007 l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) aveva dato 45 giorni di tempo per adeguarsi al decreto. Che è successo, da allora? Le cose sono andate per le lunghe, perché gli operatori hanno fatto ricorso al Tar del Lazio. «Il Tar, però, con sentenza pubblicata a fine febbraio, ha dato ragione a noi, ribadendo che l’utente ha diritto al rimborso o alla portabilità del credito- dicono da Agcom. Ha dato ragione agli operatori solo su un punto: che questa restituzione debba avvenire in 45 giorni, termine giudicato troppo breve. Ora dovremo deciderne un’estensione».
Di qui, le lungaggini: si aspetta ora che gli operatori si mettano d’accordo con Agcom su un termine di tempo per la restituzione e su altre clausole.

A riguardo, questo mese è arrivata la denuncia anche del Movimento difesa del cittadino: si oppone alle modalità proposte  dagli operatori, secondo i quali la restituzione debba avvenire solo dietro richiesta dell’utente, a mezzo modulistica, posta raccomandata o ordinaria. Secondo il Movimento, la restituzione dovrebbe invece essere automatica.

L’utente  dovrebbe essere sempre avvisato, all’atto del recesso e prima del suo perfezionamento, dell’esatto ammontare del credito residuo tramite Sms e ogni altra forma di comunicazione utile (oltre che per iscritto, se richiesto all’operatore)”. Secondo il Movimento, inoltre, all’utente deve essere data possibilità di scelta, al momento del recesso: trasferire il credito su altra sim, di diverso operatore, oppure ottenerne la restituzione in contanti, “comunque senza costi”.

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