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Vinton Cerf: “Il caro-petrolio fa bene alla Rete”

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Scritto da Luciano Lombardi

I benefici all’ambiente sono i pro più citati quando si affronta il tema del petrolio che diventa sempre più caro. Ma non sono i soli: gli alti costi del carburante possono incidere positivamente anche sullo sviluppo di Internet. Parola di uno dei padri della Rete…

La sorprendente affermazione contenuta nel titolo sintetizza il pensiero di Vinton Cerf, l’evangelista e vice-president di Google nonché uno dei riconosciuti padri fondatori del Net.

L’esternazione dell’Internet guru ha avuto luogo durante un dibattito in Corea del Sud, a margine di un’analisi spicciola sugli effetti macroeconomici dell’aumento straordinario del prezzo del petrolio. Accanto ai pro ambientalisti e alle temibilissime ipotesi di recessione, Cerf ha inserito una parentesi sul modo in cui l’aumento dei costi del carburante potrebbe accentuare in maniera decisiva l’adozione delle applicazioni web.

L’alto costo del petrolio e dei suoi derivati - ha dichiarato il Chief evangelist officer della società di Mountain View - porterà inevitabilmente a un’impennata di utilizzo dei sistemi di videoconferenza e di tutti gli altri surrogati mediatico-digitali che permettono alle persone di diminuire la necessità di viaggiare

D’altra parte, per quanto possa sembrare originale, la considerazione di Vinton Cerf si innesta alla perfezione in un contesto in cui la domanda per le applicazioni di telecommuting e per lo svolgimento da remoto delle attività professionali registra una possente crescita già da un po’ di tempo. Basti pensare che, secondo uno studio recente, la metà di tutti i lavoratori dal colletto bianco degli Stati Uniti sarebbe più che disposto ad accettare una riduzione del salario in cambio della libertà di gestire da casa le proprie attività di lavoro. Lo stesso studio ha calcolato che se questa percentuale favorevole al telelavoro accettasse in massa di non andare a lavorare in ufficio per due giorni alla settimana, si avrebbe un risparmio di 9,7 miliardi di galloni di carburante, traducibile in soldoni in 38,2 miliardi di dollari all’anno.

Commenti   (Inserisci un commento)

Eh, bisogna vedere se anche le aziende sono disposte a permettere che i loro colletti bianchi lavorino a casa (cioè in un ambiente dove possono essere meno controllati). Tanto la benzina dei pendolari mica la paga il datore di lavoro, no? ;-)

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