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Ebay: “Le politiche commerciali Ue? Troppo antiquate!”

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Scritto da Guido Sintoni

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La casa d’aste richiede al Parlamento Europeo politiche commerciali più al passo con i tempi e con i modelli di business online. Partendo da lontano

Si va avanti con politiche commerciali da anni Cinquanta, ma i modelli di business devono adeguarsi al cambiamento dell’economia”. Paloma Castro Martines, Director of Public Affair di Ebay International e a capo dell’ufficio di Bruxelles della casa d’aste più usata sul Web non la manda certo a dire ai quasi dirimpettai del Parlamento Europeo.

Nella fattispecie, sotto accusa sono “coloro che impediscono ai consumatori di conseguire risparmi con regole che, ad esempio, restringono i commerci transfrontalieri”. Castro spiega: “I produttori tradizionali si stanno scontrando con leggi e regolamenti antiquati, non al passo con il fenomeno delle vendite online”. E l’idea di raggruppare sotto la bandiera di Ebay una lobby di negozianti online prende sempre più corpo. “Ci sono molti colli di bottiglia che segmentano il mercato a discapito dei produttori - principalmente diversi modelli di prezzo per aree geografiche differenti”.

Per Paloma Castro, “Visto l’attuale potere d’acquisto dei consumatori, questo potrebbe essere un ottimo spunto per più di un membro del Parlamento Europeo. Attualmente acquistare online permette un risparmio medio del 17%. Un’attenta analisi delle regole alla base del commercio non può che far crescere i risparmi”. E pare proprio che Ebay voglia fare le cose sul serio: la casa d’aste sostiene di avere già contattato due commissari (Meglena Kuneva, responsabile UE per i consumi che di recente ha auspicato nuove regole per semplificare e rendere più sicuri gli acquisti online fatti dai 490 milioni di abitanti dell’Unione entro i confini delle 27 nazioni europee, e Charlie McCreevy, responsabile per il mercato interno, autore della controversa proposta per elevare a 95 anni il copyright sui dischi) e di godere del supporto dei quattro gruppi politici di maggior rilievo in seno al Parlamento Europeo.

“Con il dollaro debole - ha spiegato Castro - molte persone vorrebbero comprare online dagli Stati Uniti ma, nella maggior parte dei casi, non possono farlo”. Insomma, oltre alle realtà regionali, Ebay punta in alto: a una revisione dei dazi sui commerci internazionali? Chissà. Quello che è certo è che il commercio elettronico via Internet ha trovato proprio nella casa d’aste il marketplace di riferimento, spingendo a muoversi dai confini nazionali molti consumatori, che riescono a trovare con una certa facilità ciò che cercano. “A questo punto - ha concluso Paloma Castro - vogliamo solo che i consumatori sappiano che il sistema attuale non consente loro di ottenere i prezzi migliori”. Tutto sommato, non è certo cosa da poco.

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