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Microsoft dà i numeri sulla messaggistica istantanea

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Scritto da Guido Sintoni

Niente paura: non sono impazziti i 12 milioni di client Msn e Live Messenger presenti in Italia: si tratta solo dei risultati di un’indagine condotta da Nextplora per conto di Big M

Popolare, senza età, dirompente, professionale, selettivo, emozionale: questi sono gli aggettivi che uno studio commissionato dalla divisione Online Service Group di Microsoft Italia a Nextplora collega al fenomeno della messaggistica istantanea (IM). I motivi stanno nei numeri emersi durante la presentazione congiunta del primo osservatorio italiano sull’instant messaging avvenuta ieri a Milano,

Ecco le cifre: 9 persone online su 10 in Italia conoscono i servizi di IM (che quindi è popolare), e 7 su 10 li usano; 56% degli uomini e 47% delle donne over 45 lo utilizza settimanalmente (senza età); l’IM insidia la TV nel prime-time e sostituisce, in parte, email e telefono (dirompente); il 37% del campione usa lo stesso programma di IM per lavoro (professionale); il 71% utilizza Windows Live Messenger (beh, d’altronde era impossibile che il produttore non lo sottolineasse…) come programma di IM, (selettivo) e il 59% si sente più vicino ai propri cari grazia all’IM (emozionle).

Con queste basi, il legame tra l’analisi qualitativa e l’analisi quantitativa viene facile. Che si basa su un campione statistico di 1058 individui, contattati da Nextplora tra coloro che usano servizi di IM; la ricerca ha comportato una settimana di lavoro sul finire di maggio.

I risultati dell’analisi, già sintetizzati in apertura, forniscono diverse chiavi di lettura e spunti di discussione. Per cominciare, tre giovani su quattro nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 24 anni usa programmi di messaggistica istantanea, ma anche le generazioni anagraficamente meno avvezze al computer si difendono, con il 56% delle donne di età superiore ai 45 anni che lo usa “almeno qualche volta”: insomma, il fenomeno si allarga a macchia d’olio. E lo fa a discapito del prime time televisivo: il picco d’accessi si registra dalle 20:30 alle 22:30. La messaggistica istantanea ruba quindi utenti alla televisione? Non è detto, anche se è probabile: in quanti guardano la Tv rispondendo distrattamente ai propri contatti, o la tengono in sottofondo mentre picchiano velocemente sulla tastiera?

I giovani sono (relativamente al messenger, beninteso) poligami; i meno giovani monogami. I primi, che usufruiscono maggiormente dei componenti accessori - emoticon e webcam in testa - tendono ad avere sessioni di chat con più contatti contemporaneamente; i secondi usano l’IM in maniera più mirata. I primi lo usano con l’idea del “Vediamo chi c’è in linea”; i secondi con quella del “Ti invito in chat”.

E se la messaggistica istantanea non è più un tabù neanche in azienda, gli aspetti emotivi e relazionali degli IM rivestono un ruolo di primo piano: chi usa questo tipo di applicazione lo fa per sentirsi più presenti nella vita delle persone care (59% dei casi) e allo stesso tempo circondato dall’affetto degli amici (50%). Senza però dimenticare aspetti emotivi attinenti all’individualità: i programmi di Instant Messaging permettono sentirsi più liberi di esprimere le proprie opinioni (49%), di sentirsi più attivi (47%) e moderni (46%).

E Windows Live Messenger (come d’altronde qualsiasi altro client di messaggistica istantanea) può a volte sostituire Cupido: nella fascia d’età che va dai 16 ai 24 anni, il 24% dei maschi e il 20% delle ragazze ha trovato l’amore - o almeno l’utilizzo dei programmi di IM ha contribuito a trovarlo.

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