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Numeri Voip nomadici: le speranze e l’attesa

agcom skype voip

Scritto da Giulio Boresa

Saranno utilizzabili dagli operatori entro l’estate, dopo due anni di rinvii, ma non è affatto detto che il problema sia risolto. I ritardi hanno favorito la leadership di Telecom sul Voice over Ip

I numeri italiani per i servizi Voip nomadici (tipo Skype) saranno disponibili “entro l’estate”, annuncia l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom). È una buona notizia, ma va presa con le pinze. Vediamo perché.

Agcom sta così finalmente per soddisfare un aspetto importante della nota delibera VoIP, del 2006: quella che vieta di usare in modo nomadico (fuori cioè dal distretto telefonico di residenza dell’utente) numeri telefonici dotati di prefisso geografico. Per i servizi Voip nomadici la delibera stabiliva dovessero essere usati numeri speciali (che cominciano per la cifra cinque).

Problema: sono passati due anni e Agcom e il Ministero non sono riusciti a rendere questi numeri realtà. Lo scoglio è l’interconnessione dei numeri con la rete telefonica nazionale: passaggio fondamentale, altrimenti gli utenti Voip non possono chiamare altri numeri. I lavori, a riguardo, sono andati a rilento, più volte sono stati sospesi; di recente sono stati ripresi ed è così che Agcom ha potuto annunciare la svolta: l’imminente arrivo delle specifiche di interconnessione per i numeri cinque.

Tutto bene? No. Per prima cosa, questi ritardi hanno prodotto un effetto, nel vorticoso mercato del VoIP. Ne hanno mutilato la carica rivoluzionaria, almeno in parte, in Italia. Le aziende Internet non hanno potuto offrire numeri italiani ai propri utenti. Avrebbero potuto usare quelli in decade cinque per creare una grande community di utenti VoIP. Con possibilità di chiamate gratis (anche tra numeri cinque appartenenti a diversi provider italiani) o a bassissimo costo, in modo nomadico. Il tutto ha avvantaggiato gli operatori tradizionali, che possono offrire con facilità numeri con prefisso geografico. L’idea della community con chiamate gratis è stata sfruttata da Telecom.

Seconda cosa: dopo le specifiche di interconnessione passeranno comunque settimane o mesi perché gli operatori le adottino e i numeri cinque partano davvero. Terza cosa: bisognerà vedere se ai provider starà bene: i costi di interconnessione potrebbero essere troppo alti; a quel punto i numeri cinque potrebbero essere offerti solo da pochi provider oppure avere prezzi molto cari per chi li chiama. Il problema è che un altro aspetto della delibera 2006 attende ancora di essere soddisfatto: Agcom ha chiesto agli operatori di fare un’interconnessione via Ip, ma Telecom ha ottenuto che per ora avvenisse tramite sistemi tradizionali (ss7). Solo a settembre Agcom conta di aprire una consultazione per avviare i lavori sull’interconnessione via Ip. La sola che permetterebbe ai provider di avere costi industriali bassi e di offrire servizi innovativi su numeri cinque.

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