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Privacy a rischio: tutti i dati di YouTube a Viacom

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Scritto da Nicola Bruno

Si infiamma la battaglia legale tra Google e il conglemerato Usa dai media. Dopo la richiesta di un risarcimento di 1 milione di dollari, un giudice di New York ha obbligato Mountain View a cedere le cronologie di tutti gli utenti. Addio riservatezza?

Proprio nel giorno in cui Google si è rassegnata a inserire nell’home page un link sulle proprie politiche di privacy (così come chiedevano da tempo alcune associazioni di utenti), si infiamma la vicenda giudiziaria con Viacom. E la riservatezza dei dati personali degli utenti inizia sempre più a vacillare.

Questa volta Mountain View non ha nessuna responsabilità. Molta, invece, ne ha il giudice di New York che ha ordinato a Google di cedere a Viacom (conglomerato dei media statunitense, proprietario anche della catena Mtv) tutte le cronologie degli utenti su YouTube, i loro indirizzi Ip e copia di tutti i filmati che sono stati rimossi.
Questi elementi dovrebbero servire a Viacom per valutare l’entità dei danni subiti per la condivisione di filmati di sua proprietà sulla nota piattaforma di video-sharing, valutati per ora intorno a un miliardo di dollari.

Il giudice ha escluso invece (così come aveva richiesto Viacom) che Google ceda anche il codice sorgente di YouTube, i video marcati come privati e il suo schema pubblicitario.

Mountain View si giocherà ora la carta del safe harbor previsto dal Digital Millenium Copyright Act secondo cui i fornitori di servizi online non sono responsabili di violazione del copyright fin tanto che vengano rimossi tutti i contenuti ritenuti illegali, dietro opportuna segnalazione del suo proprietario.

Intanto, però, resta la grana dei dati sugli utenti da cedere a Viacom. Quest’ultima ha escluso di utilizzarli anche per identificare gli utenti (e magari denunciarli), ma si tratterebbe comunque di informazioni d’oro dal punto di vista del marketing.

Critiche sulla scelta del giudice arrivano da più parti: “L’erronea decisione della corte costituisce un passo indietro sui diritti alla privacy e permetterà a Viacom di sapere quello che gli utenti stanno guardando su Youtube. Chiederemo a Viacom di ritirare la propria richiesta e supporteremo Google con tutti i mezzi per ostacolare quest’ordine che danneggia i diritti degli utenti”, ha sottolineato Kurt Opsahl, delegato della Electronic Frontier Foundation.

Commenti   (Inserisci un commento)

Avete riportato cose non corrette.

Viacom chiede i dati degli utenti *esclusivamente* per dimostrare statisticamente quali video guardano gli utenti di YouTube, non per rintracciare utenti singoli o video cancellati.

Ecco il testo della notizia originale in Inglese:
"Judge Louis Stanton of the U.S. District Court for the Southern District of New York ordered Google on Tuesday to turn over as evidence a database with usernames of YouTube viewers, what videos they watched when, and users' computer addresses."

e ancora:
"Viacom responded in a statement that it needs the data to demonstrate video piracy patterns that are the heart of its case against YouTube. But it sought to diffuse privacy fears, saying it had no interest in identifying individual users."

peppeddu, è vero viacom non intende risalire alle identità dietro gli indirizzi Ip; i dati le servono solo per quantificare l'entità del danno, etc. E questa è la motivazione "ufficiale".
Però entrerebbe comunque in possesso di informazioni che secondo le policy di YouTube non possono essere cedute a terzi.
Non era meglio se il giudice ordinava a Google di dare le cronologie a un istituto indipendente che quantificasse i dati? Viacom potrà sempre utilizzarli per qualsiasi altro scopo (non tanto per portare gli utenti in tribunale, quanto per scopi di marketing).
E comunque, al di là delle buone o cattive intenzioni di Viacom, in questo modo si rompe il "patto" tra gli utenti e i servizi online: si costituisce cioè un precedente che, come dice l'EFF, porta indietro il discorso sui diritti alla privacy.

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