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Delver entra in alpha pubblica. Da provare
Esordio promettente per il motore di ricerca che genera risultati profilati sulle proprie relazioni. Utile soprattutto per gli utenti che hanno un’intensa attività sociale. E intanto Google si dà un tocco alla Digg con “Edit Search Results”
Di Delver, nuovo e promettente motore di ricerca sociale, avevamo già parlato lo scorso febbraio in occasione della presentazione alla DEMO Conference. Ora è finalmente entrato in alpha pubblica e chiunque può iniziare a testarlo. Con la premessa che si tratta pur sempre di un’alpha e quindi, più che i risultati effettivi, ne vanno apprezzate le potenzialità. E Delver ne ha davvero tante, soprattutto sul fronte della personalizzazione e di risultati di ricerca più pertinenti e “fidati”.
Appena si accede alla maschera di ricerca, viene richiesto di identificarsi, di modo che il motore può ricostruire il proprio “grafo sociale” e categorizzare di conseguenza i risultati. Al momento Delver traccia gran parte dei contenuti sociali pubblicati online: dal blog personale ai profili di LinkedIn, MySpace, Flickr, Facebook, Digg, volendo anche Friendfeed (all’elenco manca ancora Twitter).
Il che gli permette di ricostruire sia le relazioni dirette che indirette. Una volta ricostruito il raggio delle relazioni, Delver filtra i risultati dando rilevanza a quelli trovati nel proprio grafo sociale esteso (anche gli amici degli amici, gli ex colleghi o compagni di scuola, per dire). Il che torna utile soprattutto quando si lè alla ricerca di raccomandazioni e opinioni fidate (del tipo: un buon albergo a Roma o un bella macchina fotografica digitale).
Il tutto funziona tanto meglio, quanto più si ha un’intensa attività sociale online: per chi è un lurker convinto e gestisce profili più o meno anonimi, il gioco diventa molto più complicato (ma si può sempre partire dal nome di un amico e provare a generare risultati profilati su di lui).
Che “il web non è più una collezione di documenti, ma è fatto di micro-contributi” (così ha spiegato il Ceo di Delver Liad Agmon), sembra rendersene sempre più conto anche il dominatore incontrastato delle ricerche. In maniera random, Google ha iniziato a far testare a pochi utenti la funzionalità “Edit Search Results” annunciata lo scorso anno. Ovvero la possibilità di votare i risultati di ricerca così come si fa sui sistemi alla Digg.





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