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Suonerie truffa, la guerra dell’Europa Unita

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Scritto da Giulio Boresa

Il caso arriva alle orecchie della Commissione Europea, che compie un’indagine e scopre che l’86 per cento dei siti viola le norme. Devono adeguarsi o rischiano multe

Continua la crociata contro le suonerie truffa e in particolare contro quei siti che con l’inganno o con la scarsa trasparenza dei prezzi riescono a venderne tante agli utenti, i quali poi si trovano addebiti inattesi in bolletta. Per la prima volta, adesso è la Commissione Europea a scendere in campo, con un’indagine che ricalca quella fatta dalla nostra Altroconsumo.

Ha scoperto che l’86 per cento dei siti europei (588 quelli analizzati) che vendono suonerie viola le norme: la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, quella sui contratti a distanza e quella sul commercio elettronico. Caso tipico: la prima suoneria, scaricabile dal sito, è gratuita, ma il download fa attivare un abbonamento (in modo a volte invisibile) sul numero indicato dall’utente.

Gli viene mandata così una suoneria a settimana, a prezzi che arrivano a 5 euro, decurtati silenziosamente dal credito residuo. È evidente che questi meccanismi sfruttano la leggerezza dell’utenza giovanile, spesso attirata, su quei siti, da pubblicità che trabocca nei riviste dedicate ai teenager.

Il 50 per cento dei siti controllati dalla Commissione, inoltre, usa cartoni animati, per attirare i bambini. Ancora il 50 per cento dei siti non indica in modo chiaro i prezzi o non li cita affatto. In certi casi sono indicati Iva esclusa. Nel 60 per cento non viene detto che scatta un abbonamento o questa parola viene citata per un istante solo al momento del download.

Oppure non ne è specificata la durata. Il 70 per cento dei siti non dà informazioni per contattare il commerciante. La Commissione ha chiesto quindi alle Autorità nazionali dei vari Paesi di intervenire su questi siti, imporre loro di correggere i problemi rilevati e, nel 2009, multare chi continua a violare le norme: da 5 mila a 500 mila euro.

Tra un anno il problema non sarà forse risolto (è troppo strisciante e multiforme), ma sarà ridotto. Finora contro questi siti è intervenuta, in Italia, solo l’Antitrust, che nel 2008 ha avviato quattro istruttorie e ora sta vagliando otto siti su segnalazione di Altroconsumo.

Il consiglio? «Evitare i siti sconosciuti. Comprare suonerie, se proprio volete, solo da aziende leader del settore, che sono ragionevolmente corretti: come Dada e Buongiorno», dice a MyTech Andrea Rangone, esperto, presso il Politecnico di Milano, di telefonia mobile.

Commenti   (Inserisci un commento)

Io vorrei conoscerle, queste persone che scaricano la suonerie a pagamento. Secondo me sono le stesse che cliccano sui banner e leggono le email pubblicitarie degli spammer e magari rispondono pure. E' grazie a persone come queste che l'economia hi-tech va avanti! Ringraziamole!

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