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MySpace, più libertà di accesso con OpenID

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Scritto da Guido Sintoni

L’Url diventa fattore di autenticazione: gli utenti del popolare social network potranno portare sui siti web la propria identità in maniera rapida e semplice

Se da poco è più semplice navigare su Facebook, lo stesso vale sul fronte accessi per MySpace: il testa a testa tra i due social network continua, magari su piani differenti, ma con analoga volontà di consegnare ai propri utenti la migliore esperienza d’uso possibile.

La mossa di MySpace riguarda il supporto a OpenID, una sistema di gestione delle identità open source di tipo single sign-on: in questo modo il social network permette ai propri utenti di portare un indirizzo Web nella propria homepage e trasformarlo in un account che possa essere usato in altri siti che supportano l’autenticazione con OpenID.

“MySpace lavora con la comunità open source - ha commentato Jim Benedetto, Senior Vice President of Technology di MySpace - per permettere un ampio controllo della propria identità digitale agli utenti. Si tratta di un passo avanti per raggiungere l’obiettivo di fare portare agli utenti le proprie Url personali sul Web”.

OpenID è un sistema di identificazione decentralizzato, nel quale l’identità è una Url, verificabile da qualunque server che supporti il sistema stesso: sui siti Web aperti a OpenID, gli utenti Internet non hanno bisogno di creare un nuovo account specifico per ogni sito. Si tratta quindi di un’unica identità per tutti i siti che richiedono autenticazione, di funzionamento concettualmente analogo ai vari Microsoft Passport o Live ID e al Google Account con cui fruire dei vari servizi di Big G.

Oltre a ciò, MySpace ha annunciato che Flixter ed Eventful hanno aderito al proprio programma Data Availability: i due siti Web utilizzeranno tecnologia MySpace per permettere a chi si registra di utilizzare dati provenienti da MySpace al fine di popolare i propri profili, mantenendone al contempo la sincronizzazione. L’idea alla base di Data Availability è concettualmente simile a FriendConnect, il programma di Google che punta a incrementare il traffico con l’aggiunta di funzioni di taglio social.

Come è prassi di MySpace, in tema di privacy è il network di Rupert Murdoch a mantenere il controllo dei dati: i siti Web affiliati non possono salvare localmente dati degli utenti.

L’apertura di MySpace a OpenID trova come sbocco naturale la costruzione di reti sociali sempre più estese, cui affiancare un set di servizi per gli utenti: il fine ultimo potrebbe essere la costruzione di un canale pubblicitario molto vasto e potenzialmente redditizio. Ma per ora MySpace ha sempre negato - e continua a farlo con forza - che dietro le proprie mosse ci sia una strategia di advertising.

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