Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Ecco Knol, la Wikipedia di Google
Simile ma non identica all’enciclopedia libera, la conoscenza secondo Big G fa rima con AdSense: gli utenti possono monetizzare i propri contributi, secondo il sistema dell’autorship
Dopo una beta privata di alcuni mesi debutta Knol, “un’unità di conoscenza” per dirla con il motto di chi lo ha lanciato. Knol, il cui nome richiama il termine inglese knowledge - appunto, conoscenza - ha l’aspetto inconfondibile di un servizio di Big G, nonché la sua impronta. Che è sicuramente invitante per chi decide di scrivere contributi e in parte allontana gli utenti dalla partecipazione attiva ai contenuti. “Con Knol, introduciamo un nuovo metodo di lavoro per gli autori - si legge nel blog ufficiale di Google - che chiamiamo ‘collaborazione moderata‘. Con questa funzione, ogni lettore può proporre modifiche a un knol [una voce enciclopedia, ndR], che l’autore può dedicere di accettare, rifiutare o modificare ulteriormente prima che i contributi diventino visibili al pubblico”. La prima differenza con Wikipedia balza subito all’occhio: “La chiave di Knol è il ruolo dell’autore: - continuano gli autori del post, il product manager Cedric Dupont e il software engineer Michael McNally - ogni knol ha un autore (o un gruppo di autori) che firma il proprio contenuto. E’ il suo (o il loro) knol, la sua voce, la sua opinione”. Gli utenti, coloro che fruiscono dei contenuti generati, non sono comunque passivi: possono inviare commenti, valutazioni o recensioni di un knol. L’inserimento dei contenuti non sarà prefiltrato da Google: il filtro è svolto dagli utenti, che possono segnalare e chiedere la rimozione di materiale ritenuto inappropriato o protetto da copyright. Knol farà poi rima con AdSense: gli autori dei knol potranno includere le pubblicità contestuali di Google nelle voci create. “Se un autore sceglie di includere le pubblicità, Google riconosce all’autore una quota dei ricavi generati dalla pubblicità stessa” spiegano Dupont e McNally. AdSense di Google associa annunci al contenuto di un sito Web e permette di guadagnare in base ai click dei visitatori: sulla carta, l’integrazione con voci enciclopediche aiuta enormemente a contestualizzare le pubblicità e quindi a raggiungere in maniera molto mirata il target. L’apertura alla pubblicità ha suscitato reazioni contrastanti: c’è chi ne ha lodato l’inclusione e le vede come uno stimolo per gli autori a creare contenuti di qualità e chi - è il caso di TechCrunch - prevede che gli autori si concentreranno proprio per questo sulle voci più popolari della “Wikipedia Monetizzabile“, trascurando quelle minori. Google ha poi siglato un accordo con The New Yorker, grazie al quale gli utenti potranno aggiungere una delle vignette della rivista al proprio knol. “Le vignette sono un modo efficace (e divertente) per fare il punto anche sugli argomenti più seri”. Dupont non ha escluso altre possibili media partnership, senza specificare se l’accordo con il New Yorker sia stato a titolo gratuito o meno. Su queste basi, si può pensare a Knol come a un incrocio tra Wikipedia e Answers.com: inevitabile pensare a qualche legame con Google Q&A, erede designato del defunto Google Answers. Le ultime dichiarazioni ufficiali di Big G risalgono allo scorso dicembre, in concomitanza con il lancio della beta privata di Knol: “Non c’è nessuna associazione tra Knol e il servizio cui si fa riferimento”. In attesa degli eventi, si può fare prendere per buona l’affermazione; ma è difficile pensare che possa essere definitiva.





Ancora nessun commento.