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Cellulari, basta con i ricavi gonfiati
Gli operatori mobili ricevono soldi extra grazie a norme obsolete, che pesano sugli utenti e sulla concorrenza. L’accusa del commissario europeo Viviane Reding
C’è un segreto di pulcinella che accompagna da anni gli operatori mobili: è notissimo agli addetti ai lavori, quanto sconosciuto ai più. Eppure pesa sulle tasche di tutti, utenti e operatori di rete fissa. Sulla concorrenza e sullo sviluppo delle reti. Riguarda le tariffe di terminazione, contro le quali il commissario europeo Viviane Reding ha espresso parole durissime come non mai, in un’intervista rilasciata ad Altroconsumo. Anche contro l’operato della nostra Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom).
Il prezzo di terminazione è quanto l’operatore ricava sulle chiamate ricevute dai propri utenti, in base a tariffe stabilite dall’Authority tlc di ciascun Paese. Pochi sanno però che è un prezzo fino a nove alto più alto rispetto a quello analogo che riceve un operatore di rete fissa. E che la terminazione è un giacimento: vale 25 miliardi di euro, in Europa, pari a un quarto dei ricavi totali degli operatori mobili. Ancor meno nota è la causa, di tariffe così alte: un retaggio del passato. L’ha detto chiaro è tondo Reding: sono una sovvenzione che la politica offre agli operatori, in base a una prassi sorta anni fa per ripagarli degli elevati costi subiti da loro per costruire la rete e pagare licenze.
“Questo poteva essere giustificato dieci anni fa, quando le reti mobili erano piuttosto nuove e avevano bisogno di un certo supporto regolamentare. Oggi, invece, quello delle comunicazioni mobili è un mercato ormai maturo”, dice Reding.
“È venuto quindi il momento di porre fine alla sovvenzione indiretta delle reti mobili, che in fin fine sono pagate dagli utenti della telefonia fissa. Secondo alcune stime industriali, gli utenti della telefonia fissa pagano in Europa 10 miliardi di euro all’anno per finanziare le tariffe di terminazione mobile”, aggiunge.
La sovvenzione nasce dal fatto che le tariffe di terminazione, nel caso degli operatori fissi, copre solo i costi effettivi da loro subiti per ricevere la chiamata. Nel caso dei mobili, invece, include altri costi, di marketing, di acquisizione del cliente. È una fonte di profitto, quindi.
Tutte le autorità sono d’accordo che è venuto il momento di dare un taglio a questa sovvenzione. Agcom però vorrebbe farlo in modo graduale, riducendo i costi del 40 per cento in tre anni. La Commissione vuole invece farlo del 70 per cento in tre anni. La Reding accusa Agcom di volere essere troppo prudente e di voler tutelare gli interessi degli operatori nostrani, si dice “delusa”. Perché- aggiunge- questo atteggiamento pesa sulle bollette dei consumatori (che chiamano cellulari) e altera la concorrenza (perché penalizza i fissi). Nei prossimi mesi, si vedrà chi la spunterà in questo braccio di ferro. Agcom ha appena avviato una consultazione pubblica, raccogliendo opinioni per capire come avviar eil nuovo corso dei prezzi di terminazione.





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