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Friendster si rinnova alla caccia di MySpace e Facebook

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Scritto da Guido Sintoni

Per recuperare il terreno perduto nei confronti dei popolari social network, Friendster conta sul mercato asiatico, un nuovo Ceo di provenienza Google e una robusta iniezione di capitali

Pioniere dei social network, Friendster ha perso man mano contatto con MySpace e Facebook, dominatori incontrastati - o quasi - del comparto: secondo Techcrunch, si tratta del nono social network per traffico e del sedicesimo per profittabilità. Ma non è ancora morto: anzi, alcune recenti mosse fanno pensare ad un suo possibile rilancio, tanto più che il suo bacino d’utenza è forte in Asia, uno dei mercati più promettenti.

Diciamo che Friendster potrebbe ricominciare - o meglio, ricomincerà - proprio dall’Asia, forte di una raccolta di fondi pari a 20 milioni di dollari (segno che gli investitori credono ancora nel progetto) e di un nuovo Chief Executive Officer, Richard Kimber, proveniente da Google e non a caso esperto nei mercati asiatici. Kimber rimpiazza Kent Lindstrom, spostato alla carica di Senior Vice President per il  Corporate Development. I fondi raccolti provengono dalla venture capital di Idg, e comprendono finanziatori passati di Friendster: Kleiner Perkins Caufield & Byers e Benchmark Capital. Con quest’ultima raccolta, Friendster arriva a 45 milioni di dollari raccolti.

Per Friendster l’iniezione di capitali costituisce una buona occasione: fondata nel 2002, l’azienda ha diffuso su larga scala il concetto di social network. Nel 2003 la dirigenza ha rifiutato un’offerta di acquisto di 30 milioni di dollari da parte di Google, e il fondatore Jonathan Abrams ha preferito affidarsi a venture capital: principalmente, Kleiner Perkins Caufield & Byers, Benchmark Capital e Battery Ventures. Ma nel 2005 la strategia non si è rivelata corretta: dopo un tentativo fallito di vendere l’azienda, è stata necessaria una ricapitalizzazione e una profonda revisione del gruppo dirigente; il tutto mentre MySpace e Facebook prendevano il volo, e alla crisi dirigenziale si affiancava una certa difficoltà a seguire l’evoluzione tecnologica dei concorrenti.

Dei 75 milioni di utenti dichiarati da Friendster, molti sono di vecchia data, ed è probabile che buona parte di essi siano inattivi; tuttavia, nella già citata regione asiatica, i 33 milioni di visitatori unici rendono Friendster inavvicinabile da ogni altra rete sociale (il totale dei social network concorrenti arriva circa alla metà di accessi).

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