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Rivoluzione listino Vodafone

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Scritto da Giulio Boresa

Ben 25 piani non più sottoscrivibili saranno accorpati in sette nuovi profili, dal primo ottobre. Si applica anche ai vecchi utenti. L’operatore si associa a Tim nelle rimodulazioni

Tutti i piani vecchi di Vodafone, ben 25, che non erano più sottoscrivibili saranno accorpati in sette nuovi profili dal primo ottobre. Per la prima volta nella propria storia, Vodafone applica la novità anche ai precedenti sottoscrittori, che saranno così obbligati a cambiare piano, a scelta tra i nuovi.
Ne parla in anteprima Vodaworld.it.

I nuovi piani sono Vodafone Sera (che accorpa Sera Ricaricabile in Europe e Sera al Secondo Ricaricabile), Vodafone Infinity (Vodafone Infinity e Revolution, due piani molto noti; il nuovo ha un costo al minuto accresciuto), Vodafone 4You (4 You, 4 You New e Euro 4 You), Vodafone Autoricarica Ricevi (con appena 5 cent di autoricarica, contro i 10 offerti da 3 Italia; accorpa Autoricarica Ricevi, Ricevi Super, Autoricarica Immediata Opzione Eurobonus). Infine ci sono Vodafone Italy (Italy Ricaricabile, Italy New, Euro Italy, Italy al Secondo, City Ricaricabile e Personal City), Vodafone Autoricarica Chiama (Autoricarica Chiama, Autoricarica immediata Opzione Euro 10, Euro al Secondo, Fast 50, No Scatto in euro, Al secondo, Dippiù, Autoricaricabile) e Vodafone Tutti (ex Happy Ricarica). Quest’ultimo è il più semplice, 16 cent alla risposta e 12 cent al minuto a patto di fare almeno 15 euro di ricarica al mese. In generale Vodafone, come già 3 con i nuovi piani, comincia a premiare gli utenti che hanno una spesa mensile regolare. Punta più su un pubblico di qualità che sulla quantità di utenti, ora.

Una mossa analoga era stata annunciata nei giorni scorsi da Tim ed è cosa notevole perché i due operatori finora avevano evitato di imporre modifiche ai vecchi utenti. Avevano fatto anzi motivo di orgoglio il fatto di rispettare i precedenti sottoscrittori, differenziandosi così da Wind e da 3 Italia, che all’indomani del decreto Bersani che annullava i costi di ricarica hanno varato rimodulazioni a tappeto, per tutti gli utenti. I due operatori maggiori, invece- dicevano- proprio per via delle loro dimensioni erano in grado di meglio sopportare il decreto Bersani senza rifarsi sugli utenti.
Ma a quanto pare la stagione è difficile anche per i due principali operatori mobili italiani. Tim, del resto, ha appena presentato un bilancio con ricavi in ribasso del 5 per cento, nel secondo semestre 2008. È finita la pacchia per gli operatori mobili e ad andarci di mezzo sono anche gli utenti.

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