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Futuro della banda larga mobile: gli white space americani

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Scritto da Giulio Boresa

Negli Usa il dibattito: destinare o no a servizi innovativi ulteriori frequenze televisive? In Europa corre avanti il Regno Unito, mentre l’Italia temporeggia

Il futuro della banda larga mobile dipende da come sarà affrontato il dilemma del dopo lo switch off. Come saranno gestite le frequenze che si libereranno grazie al passaggio al digitale terrestre (in Europa entro il 2012, negli Usa a febbraio 2009)? Questione di primaria importanza, ne va del destino di un sogno: poter avere banda larga ovunque, in mobilità, a basso costo. Sogno che sarebbe favorito dalla possibilità di usare le frequenze pregiatissime ora assegnate alla Tv (lo spettro Uhf).

Gli Usa, a riguardo, sono l’avanguardia e segnano un percorso da analizzare, perché potrebbe fare scuola. Dopo l’asta sui 700 MHz, adesso si discute l’utilizzo di ulteriori frequenze Uhf. In particolare, dei cosiddetti “white space”, cioè spazi frammezzati di frequenze che le emittenti dopo lo switch off continuerebbero ad avere ma che non utilizzerebbero. Negli white space, in regime di condivisione di frequenza con le emittenti, potrebbero essere posti servizi banda larga mobile. Si parla del cosiddetto WiFi 2.0, caratterizzato dall’essere esteso a una grande regione o a un’intera città, che così sarebbe tutta imbevuta di banda larga, idealmente a basso costo o addirittura gratis.  
I white space potrebbero giocare un ruolo importante per questo obiettivo.

Fcc (Authority tlc Usa) non ha però ancora deciso, a riguardo- lo dovrebbe fare a settembre. Dopo otto mesi di test e piani, ancora non è assodato se l’uso degli white space crei o no interferenze ai servizi tv. Le emittenti televisive giurano di sì. Google e Motorola- tra le aziende interessate ai white space- sostengono il contrario.

In Europa siamo un passo indietro nel dibattito. In Italia i passi sono due. Non c’è ancora stata un’asta europea per le frequenze del dopo switch off, il Regno Unito l’ha fissata però nell’estate del 2009. L’Authority tlc francese si è espressa a favore del riutilizzo delle frequenze Uhf a scopi banda larga. Su questa posizione si sta orientando anche la Commissione europea, come si legge nella bozza della nuova direttiva sulle comunicazioni elettroniche (adesso in fase di redazione).

In Italia invece ci si sta orientando a favore del vecchio: lasciare tutte le frequenze in mano alle emittenti. Una posizione ufficiale non è stata ancora presa, però. A differenza della Spagna, dove il governo ha già detto che le frequenze saranno tutte per le emittenti. E ha sollevato polemiche: la Commissione europea ha inoltrato formale richiesta di chiarimenti. Chi l’avrà vinta? La Tv o la banda larga?

Commenti   (Inserisci un commento)

Perchè, che differenza c'è? la TV digitale è "connessione monodirezionale a larga banda", esattamente quello che serve per la trasmissione senza fili degli stessi dati, nello stesso momento, a milioni di "client". Per il P2P di canzoncine penso che possa bastare quella che rimane...

se sei il federico rocchi che dico io - e ad occhio e croce direi proprio di sì - ti leggo dai tempi di stereoplay, suono, audioreview e carstereo... benvenuto! :)

ebbene si, sono io, soltanto un anno dopo. Com'è triste venezia!

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