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Google, due settimane di scuse per Gmail
Operazione-credibilità per Google dopo i problemi accusati da Gmail: due settimane di sottoscrizione in omaggio e massimo supporto ai clienti. Ma c’è chi sostiene che Big G poteva pensarci prima
Visto che Gmail ha perso i colpi a cavallo di ferragosto, Google ha escogitato un rimedio - che suona tanto di zuccherino - per ovviare all’inconveniente: prolungherà di 15 giorni la sottoscrizione dei propri utenti a pagamento, promettendo al contempo miglioramenti per quanto riguarda la notifica di errori e malfunzionamenti vari.
La conferma arriva da una mail spedita agli utenti Apps Premier; per Big G si tratta di una mossa che tende a ridare fiducia ai propri clienti a pagamento. Che, a fronte di un esborso di 50 dollari annui, si vedono promettere alcuni vantaggi rispetto alle soluzioni gratuite di Google, tra cui una casella di posta ancora più ampia (25 Gbyte di spazio a disposizione a fronte di 7 per account) e affidabile (l’uptime promesso è del 99,9%).
“Vogliamo rendere Google Apps Premier Edition un servizio - si legge nella mail - su cui la tua azienda possa fare affidamento. Durante la prima metà di agosto, non lo abbiamo fatto così bene come avremmo dovuto fare”. Un disservizio risalente all‘11 agosto è durato circa due ore e ha colpito molti utenti Premier; altri due (6 e 15 agosto) hanno colpito più che altro gli utenti dei servizi gratuiti, arrivando in alcuni casi a più di una giornata di oscuramento.
“Ti promettiamo - continua la mail - azioni specifiche per evitare il ripetersi dello stesso problema”. In altri termini, non è una promessa (di fatto impossibile da mantenere) di downtime zero, ma di soluzioni più rapide e focalizzate. Che passano anche per nuovi metodi di informazione dei problemi, mediante un cruscotto che sarà a disposizione degli utenti Premier entro pochi mesi.
Il cruscotto fornirà descrizioni dettagliate dei problemi che possono avere impatto sull’utente, con annessa previsione di quando essi saranno risolti; e, se necessario, un report formale entro le 48 ore successive alla soluzione. Il report descriverà l’accaduto, spiegherà le cause ed elencherà le azioni intraprese.
Sulla carta, si tratta di un servizio in guanti bianchi, ma c’è chi si domanda perché quanto promesso in futuro non possa accadere già da oggi. L’analista Gartner Matt Cain scrive: “Vorrei maggiore trasparenza su ciò che è veramente successo e perché. [Nella mail] ciò non viene detto. E si tratta di ciò che Google avrebbe dovuto fare: perché iniziare in futuro e non ora?”.
Per Google, Apps Premier è un prodotto estremamente importante: è la testa di ponte verso le aziende e verso le soluzioni di cloud computing nei confronti delle quali, storicamente, le organizzazioni più grandi sono sempre state diffidenti. Attualmente, Big G stessa riconosce che la maggior parte degli utenti di Google Apps sono privati o aziende di piccole e medie dimensioni: l’attacco a realtà maggiori passa per l’affidabilità, gli strumenti di amministrazione e di integrazione software.





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