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Da Comcast l’arma finale contro il p2p

comcast p2p

Scritto da Giulio Boresa

Un limite mensile di 250 GByte per mettere un freno a chi mangia troppa banda. E a chi sgarra, un avviso. Alla seconda volta, niente Internet per un anno

Gli utenti di Comcast potranno trasferire massimo 250 GByte al mese, in totale s’intende (download e upload). È questa la trovata del provider americano per fare i conti con un problema: l’eccessivo consumo di risorse comuni da parte di una minoranza di utenti (meno del 10 per cento), appassionati scaricatori di musica, giochi, film e programmi via peer to peer- e non solo: ormai la pirateria va forte anche tramite link di Rapidshare e servizi simili.

Ma nel cumulo di dati trasferiti al mese incide sempre più anche la popolarità di siti di video, come YouTube. Comcast ha aggiunto che l’utente medio in realtà fa molto meno traffico, 2-3 GByte.
A chi eccede il limite, Comcast manda per la prima volta un avviso. Alla seconda volta nel giro di sei mesi, stacca la connessione per un anno. Misura che ricorda quella ideata dal governo Sarkozy in Francia.

Si differenzia da altre soluzioni che altri provider stanno sperimentando: per esempio, Time Warner in alcune aree applica un sovrapprezzo, sul canone, a chi eccede la quota massima di dati trasferiti in un mese. È una novità interessante perché segna una tendenza che, anche secondo l’operatore AT&T, sarà probabilmente inevitabile: i principali operatori ridurranno (o abbandoneranno del tutto) le offerte flat totali, come rimedio al fatto che il traffico peer to peer tende a crescere a ritmi maggiori rispetto alla disponibilità di banda nei network. E il motivo è che la banda di accesso e il numero di utenti collegati crescono più rapidamente rispetto alla capacità totale della rete.

Negli Usa gli operatori sono messi alle corde, spinti a questa soluzione dall’assenza di alternative: i filtri al peer to peer sono sgraditi dagli utenti e dal regolatore. Quei 250 GByte sembrano a noi un’enormità (equivale a due film Dvd di oltre 4 GByte al giorno), ma non sono poi così difficili da superare con le connessioni americane. Soprattutto, bisogna mettere il fenomeno in prospettiva, quando saranno più diffusi accessi a 100 Mbps (già disponibili negli Usa con Verizon), grazie alla fibra ottica nelle case. In Italia ancora nessuno ha pensato di mettere un tetto al traffico degli utenti, ma la novità attende al varco anche da noi. Nel Regno Unito è già pratica comune da anni. 

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