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L’allarme: cellulare troppo caro per 40 milioni di utenti
L’ha lanciato Vodafone. Il 10 per cento potrebbe non potersi più permettere il telefonino se scatterà un costo anche per le chiamate ricevute
Il 10 per cento dei 400 milioni di utenti mobili europei abbandonerà il cellulare, se passeranno le nuove regole della Commissione europea. È Vodafone a lanciare l’allarme, basato su un sondaggio che ha commissionato, su 9 mila utenti. Il motivo? La Commissione sta mirando a tagliare del 70 per cento le tariffe di terminazione mobile entro il 2012. Come contropartita, agli operatori mobili sarà permesso far pagare anche le chiamate in entrata, così come avviene negli Usa (ma anche in Cina, Russia e altri Paesi non europei). L’idea è: quando accettano una chiamata sulla propria rete, gli operatori subiscono un costo. Ad oggi, in Europa, questo costo è sostenuto dall’operatore dell’utente chiamante, che paga un dazio all’altro operatore (è questo la cosiddetta tariffa di terminazione).
La terminazione oltre a rimborsare i costi di rete degli operatori che ricevono la chiamata, però, anche genera per un loro un profitto, che secondo la Commissione non è più giustificato. Da qui l’idea di tagliare i costi di terminazione. A quel punto, però, gli operatori potrebbero voler scaricare
parte di quel costo connesso alla chiamata entrante, sull’utente che la riceve.
Il problema, secondo Vodafone, è che molti utenti- stimati in 40 milioni- non sono disposti a pagare per ricevere telefonate. Il che è vero soprattutto per quelli con tariffa prepagata, che in Italia sono la stragrande maggioranza. Alcuni usano il cellulare quasi solo per ricevere chiamate. Se dovessero pagarla, potrebbero dover rinunciare al terminale, perché non possono più permetterselo.
La Commissione ha rispedito al mittente questo allarme, dicendo che Vodafone esagera e che se qualche operatore farà pagare le chiamate in arrivo non potrà lamentarsi se i suoi utenti passeranno alla concorrenza. In un mercato libero, insomma, queste misure avrebbero le gambe corte. Resta l’incognita, che si rivelerà solo nei prossimi mesi, a patto che ci sia davvero la rivoluzione de prezzi ipotizzata.
È un allarme ingiustificato, lanciato da Vodafone solo per remare contro il taglio della terminazione? O c’è un reale rischio che la novità abbia una ricaduta sociale, allontanando i meno abbienti dall’uso del cellulare?





1 nicnew
il 03/09/2008 alle 09:22
Mi sembra che la Vodafone si stia arrampicando sugli specchi per evitare di perdere milioni di Euro e per non rinunciare a spremere come limoni gli utenti Europei. Bene fa la Commissione Europea a minacciare di adottare il sistema Americano che eviterebbe gli attuali monopoli. In pratica negli Stati Uniti,in Canada e in alcuni altri paesi l'utente viene tutelato, quando compone un numero telefonico dal fisso sa che deve pagare una tariffa standard (molto bassa) per chiamare qualsiasi numero fisso o mobile. Chi riceve, se vuole essere raggiunto in mobilità paga le chiamate ricevute. Questo mi sembra giusto ma contrasta con le altissime tariffe di terminazione create ad arte in Europa, in primis da Vodafone, per alzare artificialmente i costi delle telefonate.
2 l1nk206
il 03/09/2008 alle 12:46
"La Commissione ha rispedito al mittente questo allarme, dicendo che Vodafone esagera e che se qualche operatore farà pagare le chiamate in arrivo non potrà lamentarsi se i suoi utenti passeranno alla concorrenza."
A mio avviso la commissione dovrebbe analizzare bene la situazione italiana in cui non esiste nessuna "vera" concorrenza; gli operatori hanno (tutti) tariffe alte (se rapportate ai costi reali che devono sostenere) e se vodafone dovesse decidere di far pagare le chiamate in arrivo di certo la stessa cosa sarà fatta dagli altri operatori. Chi pagherà il prezzo di queste modifiche sarà sempre l'utente finale, come già successo nel caso dell'eliminazione dei costi di ricarica in cui gli operatori, in barba alle buone intenzioni del legislatore, hanno alzato e rimodulato le tariffe, guadagnandoci forse anche qualcosa rispetto a quando si facevano pagare le ricariche.