Dopo un battage mediatico tanto breve - chi poteva essere certo di toccarlo con mano, soltanto 48 ore fa o anche meno? - quanto intenso, ecco che Google Chrome è
liberamente accessibile e scaricabile: il browser Web di Big G promette rivoluzione, suscitando discussione e curiosità pressoché ovunque, dai siti Web più specialistici fino a chi distingue a stento un computer da un tostapane.
Il primo scopo, quindi, è stato raggiunto: Chrome è un
fenomeno mediatico. Come lo è stato, lo scorso giugno, Firefox 3: che è finito sul
Guinness dei Primati con il proprio
Download Day, ma che è rimasto un avvenimento legato più che altro all’informatica. Chrome, in questo senso, ha fatto ancor più notizia, pur senza - almeno sulla carta - volerne fare.
Chrome è identificabile come un software made in Mountain View sin dalle prime battute: si installa in pochi minuti e con una procedura del tutto automatica, è già in grado di importare preferiti, password e altre impostazioni da Internet Explorer e altri browser, e - come preannunciato - per ora gira solo su piattaforma Windows. Se la cosa può fare storcere il naso a chi ama le alternative a Microsoft, la nazionalizzazione mette tutti d’accordo: Chrome è ben tradotto già da subito, e l’italiano usato nei menu e nell’applicazione tutta è inappuntabile.
Tecnologie & C: cosa c’è dietro Chrome e come si usa
Le
tecnologie alla base di Chrome 0.2.149.27 (questa è la build che ha debuttato ufficialmente) sono due vecchie conoscenze: la casella di informazioni riporta crediti a Mozilla e ad Apple per
WebKit, il
motore di rendering. Quest’ultimo è una versione riveduta e corretta del framework: le
pagine Html finiscono in pasto a WebCore (che si basa su quel
KHtml nato con la seconda versione di
Kde) ma il
motore JavaScript è nuovo di zecca e realizzato in proprio, anche se - come tutto Chrome - è disponibile in forma aperta, nello specifico con licenza Bsd, e
si chiama V8. A breve, si troverà a contendersi record con
Tracemonkey, l’ultimo nato di casa Mozilla.
Google Chrome nasce con un occhio di riguardo al
Web che verrà, e punta senza mezzi ad estendere e sostituire il desktop dal punto di vista applicativo: la sua scommessa, per capirci, è quella di dimostrare anche ai più scettici che il
cloud computing di Big G può funzionare egregiamente. Per questo l’inclusione di
Google Gears e la possibilità di lanciare le
applicazioni Web nel browser senza esporre menu e barra di navigazione nell’installazione di default non può stupire: nel primo caso è possibile creare in locale una base dati che si sincronizza con applicazioni Web (ad esempio Google Reader,
Gmail o Calendar); nel secondo ottenere lo stesso effetto di
Mozilla Prism e fare convivere, diciamo, Google Docs con Office sotto lo stesso menu di lancio.
Per quanto riguarda l’interfaccia utente, l’interpretazione di Google è minimalista e tutto sommato efficace: la barra degli indirizzi è in realtà anche casella di ricerca (con annesso autocompletamento, offre un mix di pagine visitate, pagine non visitate ma popolari e tradizionale ricerca con Google ed altri motori selezionabili). I comandi immediatamente visibili offrono le canoniche possibilità di avanzare e indietreggiare di una pagina, e di ricaricarla.
Il bello viene con gli ultimi
due pulsanti a destra della barra di navigazione, “Controlla pagina corrente” e “Personalizza e controlla Google Chrome”. Il primo presenta, tra gli altri, il menu “
Crea scorciatoie applicazione“: richiamata la pagina Web che si vuole trattare come applicazione, è sufficiente rispondere alle domande di un widget per impostare le scorciatoie di lancio su desktop, menu di avvio e barra di avvio veloce. Il secondo apre in tab differenti
cronologia (entro la quale è possibile compiere varie ricerche con un’efficacia sconosciuta ai concorrenti) e
file scaricati; cancella i dati di navigazione e presenta le opzioni di personalizzazione su tre livelli: “Impostazioni di base”, “Piccoli ritocchi” e un ben poco formale “Roba da smanettoni”.
La barra di stato è collocata inferiormente, comparendo e scomparendo a seconda dell’azione intrapresa. Infine, la privacy sembra essere stata tenuta in debita considerazione: la procedura per cancellare le proprie tracce di navigazione è identica a quella di Mozilla e - per chi è rimasto affascinato da
InPrivate del futuro Internet Explorer 8 - è possibile navigare in incognito, dopo avere ricevuto vari suggerimenti inequivocabilmente in stile Google tra cui “Diffidare di agenti segreti e di persone che ti stanno alle spalle”.
Velocissimo. Ma (per ora) orfano di Java
La navigazione non è certo diversa da quella che si ottiene con i vari Internet Explorer, Firefox od Opera: anzi, ci sono alcune funzioni che si ispirano direttamente ai concorrenti. Un esempio lampante è la
homepage, che contiene le miniature delle pagine più visitate. Ricorda qualcosa? Certo che sì:
Speed Dial di Opera. Con la differenza che, nella sidebar, Google ha integrato le schede chiuse di recente e le pagine appena salvate nei preferiti: il concetto è lo stesso, l’interpretazione maggiormente funzionale.
Quello cui bisogna abituarsi è una dotazione di plug-in giocoforza ridotta al minimo: anche se non sembra, Chrome è pur sempre una beta, e solo nel tempo raggiungerà la completezza dei concorrenti. La velocità di avvio del browser e quella di navigazione è su livelli assoluti, e il meglio - come intuibile - si raggiunge utilizzando le varie Google Apps. Noi siamo arrivati a lavorare in tempo reale, senza rallentamenti o impuntamenti, su un vetusto Compaq Deskpro la cui carta di identità riporta il 2001 come anno di costruzione: su base Xp Professional, e con risorse hardware limitate (Cpu Pentium III a 1 Ghz e 512 Mbyte di memoria Ram) Chrome ha sempre avuto una marcia in più, dando l’impressione di potersela giocare con un Explorer 7 installato su una moderna macchina Vista. Il paragone è certo poco ortodosso, ma rende l’idea: Chrome è terribilmente veloce e, nel corso della nostra presa di contatto, non ha mai accusato malfunzionamenti o crash, nonostante una gestione della memoria particolare: ogni tab è un processo separato, il che impatta positivamente sulla quantità utilizzata. E meno memoria si usa, più si è rapidi…
Chrome ha anche fronteggiato il temibile
Acid 3 Test rivelando una buona maturità: il risultato di 61/100 non è certo il 106/106 di Opera (il cui cavallo di battaglia è da sempre la
compliance agli standard) ma è in ogni caso promettente. I problemi maggiori sembrano derivare dal mancato riconoscimento del browser Web e V8: qualcosa va messo a punto, evidentemente, o nella metodologia di test o nell’interfacciamento tra il motore JavaScript e il codice del test stesso. Quello che è ben più difficile da digerire è che il browser
non permette finora l’installazione di
un motore Java quale quello di Sun:
niente applet, quindi. E un solo suggerimento a chi sviluppa Chrome: integratelo presto, il baby-prodigio lo merita.
1 duk80
il 03/09/2008 alle 15:20
tutto questo gran parlare... alla fine è solo un browser simile ad altri. ce ne sono altri di validi in giro da molto più tempo (come opera) che non sono riusciti poi molto a scalfire explorer e firefox. chrome non mi pare porti delle novità così rivoluzionarie da spingere la gente ad abbandonare quello che già usa
2 Luigi Gavazzi
il 03/09/2008 alle 16:03
Sto usando chrome da questa mattina. A me invece ha fatto una buona impressione. Mi sembra assai più veloce di Firefox e ovviamente più funzionale di Explorer.
Per chi usa tanto le applicazioni Google (Gmail e Doc)poi, il miglioramento in fatto di velocità mi sembra ancora più marcato.
Mi piace anche la scelta di collocare i tab sopra la barra degli url.
Insomma, mi piace molto.
Certo, non mi azzarderei a dire che sposterà gli equilibri nel mercato dei browser. Ma certo, se c'è qualcuno che può erodere la osizione di Microsoft credo sia proprio Google. Anche perché browser+mail+googledocs: teoricamente il 70% delle azioni che si fanno in rete stanno qui dentro, quindi...
3 duk80
il 03/09/2008 alle 16:35
molto teoricamente: se calcoli che la maggior parte delle persone usa explorer perché è il programma per internet che c'è sul pc... Gli altri usano firefox ormai da tempo, e sono legati anche a tutta la sua espandibilità. penso che nel futuro Chrome riuscirà a prendere piede se la rivaleggerà con firefox, non con explorer, ma le cifre saranno comunque basse