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Con il motore V8 Chrome supererà Silverlight?
L’idea di JavaScript come alternativa plausibile ai plug-in Flash e Silverlight prende sempre più piede: e i vari V8 e Tracemonkey potrebbero spaventare Microsoft più del rivale (finora) dichiarato, Adobe Flash
Il vero rivale per il futuro di Silverlight? Più che Flash, JavaScript. Il risultato, di sicuro sorprendente ma non del tutto inatteso, emerge dalla terra di Oz, dove si è appena chiusa la tappa dedicata all’Oceania del Tech.Ed, una delle conferenze di maggior rilievo per gli sviluppatori Microsoft.
“Nei prossimi diciotto mesi vedremo una corsa a JavaScript molto sostenuta - ha dichiarato il Senior Program Manager Scott Hanselman - visti gli sforzi profusi dai ragazzi di Google e Mozilla in tal senso”. Non si tratta certo di una dichiarazione rivoluzionaria, visto che il debutto di Chrome e del relativo motore JavaScript V8 è sotto gli occhi di tutti, e che su questa tecnologia si basano fortemente le applicazioni Web 2.0, uno dei target maggiori del browser realizzato da Google. Ma fa effetto sentirlo dire da Microsoft, che ha sempre puntato su altre tecnologie per le Rich Internet Applications, su tutte Silverlight.
Anche gli analisti sono concordi: Jonas Follesø di Capgemini, ad esempio, ha dichiarato: “JavaScript è destinato a diventare sempre più veloce, così come Chrome. […] Quando si poteva pensare che gli utenti avessero raggiunto il limite di ciò che si poteva fare all’interno di un browser utilizzando JavaScript, qualche bravo programmatore ha dimostrato che si poteva fare di più. E’ difficile dire se un domani le applicazioni per il Web verranno scritte con Silverlight o JavaScript, ma in definitiva JavaScript sembra essere un rivale più pericoloso per Silverlight di quanto lo sia Flash“.
Eppure, una volta realizzati motori JavaScript più potenti - e anche Firefox lo sta facendo, con quel Tracemonkey che dovrebbe debuttare insieme a Firefox 3.1 - lo scoglio potrebbe essere la qualità del codice. Per Harry Pierson, Program Manager di Micosoft, “JavaScript è, per la maggior parte degli sviluppatori, un linguaggio molto strano. Meglio occuparsi di uno sviluppo di più alto profilo e, nel caso, compilare specificamente per JavaScript”. Si vedrà, ovviamente.
Difficile dire come andrà a finire, anche perché l’evoluzione di JavaScript è costante anche nel linguaggio: ma l’idea che il browser possa essere il punto di convergenza di un intero set di servizi, dai contenuti alle applicazioni, erogate via Web senza sfruttare la tecnologia dei plug-in non è più uno stub nella mente (e successivamente nelle tastiere) di chi ha sviluppato Google Earth & C.





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