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“Telefonia mobile europea a rischio”. Uno studio

commissione europea tariffe di terminazione

Scritto da Giulio Boresa

Le tariffe di terminazione non devono calare così tanto quanto vorrebbe la Commissione Europea, secondo gli operatori e una ricerca. A perderci sarebbero i consumatori

Frontier Economics ha presentato a Bruxelles un rapporto, commissionato da Deutsche Telekom, Orange, Telecom Italia, Telefonica e Vodafone, operatori terrorizzati all’idea che la Commissione Europea, come annunciato, spinga verso il taglio delle tariffe di terminazione. Il rapporto lancia l’allarme (come anticipato da Vodafone), dopo aver analizzato il modello Usa (dove i prezzi di terminazione sono molto bassi rispetto agli standard europei): il taglio non porterà vantaggi ai consumatori (cioè il calo di prezzi auspicato dalla Commissione), anzi; il rischio è che li sfavorisca, facendo sì che comincino a pagare anche per le chiamate in ricevute. E così potrebbe rallentare o ridurre la diffusione dei cellulari in Europa. C’è anche il rischio che s’impongano, come conseguenza del taglio della terminazione, costi di abbonamento per l’uso del cellulare. E che aumentino i canoni per i servizi banda larga.

Secondo gli operatori un calo del 2 per cento, delle tariffe di terminazione, significeherebbe una riduzione dell’11 per cento del benessere dei consumatori. Lo studio prevede anche un calo del 9 per cento nella diffusione del cellulare (42 milioni di utenti in meno in Europa Occidentale).
Gli Stati Uniti non sono un modello da seguire- secondo lo studio: lì infatti la penetrazione e la copertura sono molto più bassi che da noi.
Opposto il parere della Commissione, che sta premendo sui regolatori nazionali perché siano più aggressivi nei tagli programmati ai costi di terminazione (sono tutti d’accordo che debbano calare, le opinioni divergono sul quanto e sul quando).

La Commissione crede che il mercato si avvantaggerà dei tagli. Gli alti costi di terminazione ora sbilancerebbero la concorrenza, favorendo gli operatori mobili a danno di quelli fissi e degli utenti di questi ultimi.
L’esempio degli Usa può essere mal posto: lì la penetrazione e la copertura sono penalizzati soprattutto dalle ampie distanze e dalla scarsa densità abitativa.
La questione è un enigma: chi avrà ragione? È anche un tema di macro economia: quali rischi e vantaggi comporta l’intervento massiccio dei regolatori in un mercato? 

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