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TC50, le proposte di Mail 2.0
A TechCrunch 50 due proposte che interpretano la posta elettronica in modo profondamente diverso: la prima come strumento di aggregazione di informazioni e la seconda come ombrello antispam
Stupisce solo in apparenza la presenza di startup che si occupano di posta elettronica tra quelle che hanno partecipato a TechCrunch 50, alla ricerca di ribalta mediatica e finanziamenti: la e-mail non è una ruota che va periodicamente reinventata, quanto un mezzo di comunicazione che deve stare al passo con i tempi per continuare ad essere efficiente.
E, visto che si posta elettronica non si può proprio fare a meno, ecco due proposte: una di taglio social, ma ben ancorata al desktop, e una attiva contro i messaggi spazzatura.
Postbox: un client Pim con anima social
Postbox è particolare sin dal primo approccio: in un mondo di applicazioni che puntano al Web, si radica convinta sul desktop proponendosi come “unclient Pim”: parola di Tim O’Reilly - già, proprio l’editore - che era uno dei giurati di TC50.
Dietro Postbox c’è Scott MacGregor, uno dei padri della prima ora di Mozilla Thunderbird: per lui il nuovo progetto potrebbe avere un valore catartico, visto che tra le critiche ricorrenti rivolte al client c’è da sempre la mancata integrazione di un calendario e di un’agenda sulla falsariga di quello che propone Outlook. Insomma, proprio quello su cui fa leva Postbox per farsi apprezzare.
Postbox si basa su un motore di ricerca interno piuttosto evoluto: tutto ciò che passa per i messaggi di posta viene catalogato ed esposto come thumbnail; testi e Url sono visualizzati contestualmente, per evitare l’apertura manuale di ogni messaggio alla ricerca della specifica informazione. Non manca una buona integrazione con vari social media: si possono così compiere ricerche nella sidebar includendo tra le fonti Yahoo Local, Wikipedia, LinkedIn e Flickr.
Chiude il quadro la funzione in prostettiva più interessante di Postbox - che sarà disponibile solo per Windows e Mac: la possibilità di creare una rubrica aggiornata dinamicamente sulla base dei messaggi salvati. A ognuno di essi, infatti, è possibile assegnare un tag, che è possibile riapplicare a messaggi futuri; senza tralasciare la possibilità di ricercare eventuali completamenti direttamente su vari social network.
OtherInbox: guerra allo spam ancora per pochi
OtherInbox vuole essere un’arma definitiva contro lo spam: l’azienda fornisce un numero illimitato di indirizzi da usare, utile quando si pensa che la propria casella di posta sia finita in qualche spamming list. Ciò che rende particolare il servizio è che OtherInbox non genera solamente un indirizzo casuale, ma anche un sottodominio personale cui aggiungere gli indirizzi-civetta.
Una volta registrato il dominio secondario, ogni mail inviata a questo arriva nella casella di posta, a prescindere da ciò che compaia prima della fatidica ‘@’.OtherInbox filtra la posta in arrivo per mittente. Il primo messaggio in arrivo viene automaticamente inoltrato verso la casella di posta standard, e ognuno di essi viene contrassegnato in maniera particolare per bloccarne eventualmente l’ulteriore ricezione.
Il progetto può essere valido in molte circostanze - una su tutte, la creazione di account per servizi online: se il fornitore inizia a mandare messaggi indesiderati, è possibile bloccarne con un solo click tutte le e-mail - grazie al filtro automatico per mittente: è questo il vero vantaggio, oltre a un’interfaccia utente definita “molto intuitiva” da chi ha provato il servizio (con qualche influenza di Apple MobileMe nel design). Già, perché OtherInbox è attualmente in beta privata, e ottenere un invito è impresa titanica: a quando il debutto rivolto al grande pubblico?





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