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Dopo il sociale, il Web guarda al significato profondo

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Scritto da Giuseppe M. Goglio

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Al centro di quello che gli esperti chiamano già Web 3.0 nuovi criteri di ricerca basati su tecnologie semantiche più affidabili delle attuali keyword

Mentre la nuova era di Internet fortemente incentrata sull’aspetto sociale avanza in modo sempre più esteso raccogliendo sotto la notazione di Web 2.0 una serie di nuove applicazioni e modalità di fruire dei contenuti di Rete, nel laboratori di ricerca si pensa già al passaggio successivo.

La caratteristica fondamentale di quello che viene già definito Web 3.0 in realtà non è una novità assoluta ma un modo di vedere Internet secondo schemi già da qualche tempo oggetto di discussione. L’argomento è tornato d’attualità grazie a una ricerca Ovum mirata a fare il punto della situazione su quelli che sono gli attuali criteri di ricerca basati su parole chiave e la tecnologia che in un futuro non molto lontano rivoluzionerà i sistemi per recuperare informazioni attraverso la ricerca cosiddetta semantica.

I limiti attuali delle keyword sono rappresentati dalla quantità spesso eccessiva di indirizzi forniti in risposta a un’interrogazione al motore di ricerca, la società indica una media di 30mila, e il tempo necessario a scorrerli nella speranza di trovare l’informazione desiderata.

Alla base della ricerca semantica, non ci sarà più un algoritmo di classificazione dei siti, sul tipo di quello utilizzato attualmente da Google, ma la capacità di estrarre dalle parole e dalle frasi i significati tali da farli rientrare negli obiettivi di una query. Come sottolinea Ovum, l’importanza in prospettiva dei motori di ricerca con tecnologia semantica è confermata da un paio di acquisizioni concluse di recente da Microsoft, quelle di Powerset e Zoomix.

Tanto per fare un esempio, grazie alla semantica, la ricerca attraverso una parola tipo ‘penna’ sarà in grado di distinguere con certezza, grazie alle frasi in cui la parola è inserita nell’ambito di un sito, le pagine Web dove si parla di cancelleria da quelle che invece trattano di volatili.

Per approfondire ulteriormente la ricerca però, il Web 3.0 non si limiterà alle tecnologie semantiche. Queste verranno infatti affiancate dagli aspetti morfologici e grammaticali dell’analisi, con un aiuto anche da parte della statistica. Si prevede in questo modo di superare i limiti nella scansioni delle frasi nelle quali l’analisi attuale non riesce a distinguere tutti gli elementi (aggettivi, verbi, soggetti) e comprendere il modo con cui sono messi in relazione tra loro. In caso di termini ambigui con più significati possibili, la ricerca deve proseguire alle parole circostanti fino alla completa e univoca definizione del contesto. In pratica, sarà come affiancare a un semplice dizionario che illustra il significato di un termine un database in grado di rivelare tutte le possibili relazioni tra gruppi di parole.

Se le idee sembrano abbastanza chiare, molto più incerti appaiono i tempi di realizzazione. Al di là delle buone intenzione infatti, realizzare il software adeguato per una ricerca semantica efficace è un lavoro tutt’altro che semplice e attualmente principalmente ancora oggetto di studi.

Per chi fosse interessato a  prendere subito confidenza con le ricerca semantica, una delle aziende più attive nel settore, la Expert Systems, ha già in catalogo un software, Cogito, disponibile anche in italiano.

Foto: flickr/luiginter

 

 

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