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Utenti p2p italiani ancora nel mirino

fimi p2p pirateria

Scritto da Giulio Boresa

Condannati a 3 mila euro ciascuno due persone che scaricavano e condividevano mp3 via Direct Connect. Se avessero “oblato” avrebbero pagato meno e avrebbero evitato il decreto penale

Gli utenti peer to peer farebbero bene a non abbassare la guardia. Si è conclusa con una condanna, infatti, una vicenda iniziata mesi fa, quando l’industria musicale è andata a caccia di violatori del diritto d’autore su vari server Direct Connect. Ne dà notizia oggi Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana): il Gip di Milano Clementina Forleo ha condannato due persone a pagare 3 mila euro di multa ciascuna, con un decreto penale. La motivazione è esplicita nel decreto: “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza averne diritto, mettevano a disposizione del pubblico, immettendole in un sistema telematico, mediante programma file sharing “Direct Connect”, opere dell’ingegno protette da copyright”.

Alla condanna si aggiungono anche le sanzioni amministrative irrogate dal Prefetto di Milano. Uno dei due si è opposto al decreto. Il quale, essendo penale, incide anche sulla fedina dei condannati. “Il reato”- tuttavia, scrive il Gip- “è estinto se nel termine di cinque anni (per i delitti) o di due anni (per le contravvenzioni) l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole; in tal caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena”.

Tradotto: i due farebbero bene a evitare le reti peer to peer per un po’. Se vengono beccati di nuovo, infatti, non potranno avvalersi della sospensione della pena (usufruita adesso perché incensurati) e rischiano il carcere. Si dimentica spesso, infatti, che in Italia la pirateria via peer to peer è un reato penale, il che ha conseguenze- come si vede- che vanno oltre la multa.

Perché solo loro due sono stati condannati, dei tanti individuati sui server Direct Connect? “Tanti hanno oblato, questi due no”, spiega a MyTech Enzo Mazza, presidente Fimi. Oblare significa evitare il processo ammettendo la colpa e così pagando solo una multa che va dai 51 ai 2.065 euro (come si vede molto meno di quanto si rischia negli Usa). I due sono andati avanti sperando di vincere la causa. Ma hanno perso. Salvo sorprese in sede d’appello.

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