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Brad Pitt, è lui il bello (e dannato) del malware
Povera Paris Hilton! Secondo McAfee non è più lei ad aprire le fila dei Vip più pericolosi al mondo. Pericolosi nel senso di maggiormente associati a malware di vario tipo, beninteso…
“E’ completamente sparita”: l’affermazione di Shane Keats, ricercatrice di McAfee, suona come uno schiaffo all’orgoglio presenzialista di Paris Hilton. L’ereditiera più famosa del Web non è più - ahilei - la più pericolosa icona di Internet: viene superata in tromba da varie celebrità, con il sex symbol Brad Pitt a fare la parte del leone.
Il marito di Angelina Jolie è la star il cui nome è quello più utilizzato per diffondere malware di vario tipo, solitamente invitando gli incauti utenti a scaricarne sfondi e screensaver (che ovviamente sono tutto tranne ciò che promettono).
Nella lista dei top 15 la povera Paris non compare più: dopo Brad Pitt, seguono infatti Beyonce, Justin Timberlake, Heidi Montag, Mariah Carey, Jessica Alba, Lindsay Lohan, Cameron Diaz, George Clooney, e Angelina Jolie. Sembrano lontani i tempi in cui esisteva la “variante Paris Hilton” del worm Sober…
Per McAfee, il collegamento tra i nomi delle celebrità e il malware a zonzo sul Web è forte: chi cerca materiale su Brad Pitt, ad esempio, ha il 18% di probabilità di imbattersi in contenuti maligni. In altri termini, un sito Web su cinque che tratta del quarantaquattrenne Pitt contiene malware: non è certo poco. “E’ una percentuale molto alta - sottolinea Keats - se si considera che i siti Web a rischio su Internet oscillano tra il 4% e il 5%”. Con punte ancor più imbarazzanti: per McAfee, la query “Brad Pitt screensavers” fa schizzare la percentuale dei siti maligni oltre il 50%; “Beyonce ringtones” è un ottimo mezzo per consegnare agli attaccanti le proprie informazioni personali, e l’ex di Britney Spears, Justin Timberlake (ma l’informazione è passibile di rettifica, bisogna ammetterlo) pare che sia come miele per le api che diffondono spam, spyware e adware.
E la povera Paris? Per lei proprio niente. Polvere di stelle, senza nemmeno un bit maligno. Ma scommettiamo che prima o poi la divina risorgerà dalle proprie ceneri (informatiche), riaffacciandosi nei nostri browser?





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