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Da Webkit il motore JavaScript più veloce
Dopo Mozilla e Google, tocca a Webkit, il progetto su cui si basano Safari e Chrome, lanciare un motore JavaScript da record. Che straccia la concorrenza e apre sempre più le porte al cloud computing
Con un’escalation di prestazioni che fa presagire solo buone cose per gli utenti (specie di applicazioni Web e nel campo delle Rich Internet Applications), SquirrelFish Extreme mette la freccia e sorpassa in tromba sia il motore V8 di Google che quello di casa Mozilla, Tracemonkey.
Il progetto open source WebKit, base sia di Google Chrome che del più consolidato Apple Safari, ha infatti lanciato l’ultima versione del proprio motore JavaScript. Che, nella presentazione di rito - affidata a una pagina del blog di Webkit - promette meraviglie, a confronto dei predecessori Webkit 3.0, Webkit 3.1 e SquirrelFish.
Tra le novità introdotte da SquirrelFish Extreme - che è già disponibile per il download sia in versione compilata per Mac OS X e Windows, che come sorgenti da compilare - vi sono l’ottimizzazione del bytecode, una cache in linea concettualmente simile all’ hidden class transition di V8, e un compilatore Just-in-Time che genera codice nativo (ma al momento per processori di classe x86) e lavora anche sulle regular expression.
I risultati di cotanto ben di Dio informatico? Qui scatta la guerra del benchmark: c’è chi dice che SquirrelFish Extreme sia più veloce del 35% rispetto a V8, e del 55% rispetto a TraceMonkey. Va da sé che la metodologia di test può influenzare molto i risultati, ma l’impressione è che chi produce browser sia molto attento a ottenere un motore JavaScript più performante che mai: d’altronde, la base del cloud computing - domestico o aziendale che sia - è sì quello di fruire dei servizi e dei contenuti erogati dal Web, ma anche di usare qualcosa che non faccia rimpiangere più di tanto la ridotta latenza di un’applicazione locale. La sola Microsoft è alla finestra, insieme ad Adobe: in quel di Redmond l’idea è di veicolare i servizi attraverso plugin (Silverlight) e non direttamente da JavaScript.
Chi ha usato i benchmark SunSpider per mettere a confronto SquirrelFish Extreme con V8 - fino ad oggi, il primatista - o Dromaeo, metodologia di test cara a Mozilla, non ha fatto altro che confermare che il nuovo re si chiama SquirrelFish Extreme. Effetto-Google? Certo che sì: il lancio di Chrome ha spinto i team di Mozilla e WebKit a battere i colleghi di Mountain View sul piano delle prestazioni pure. Che saranno anche numeri fini a se stessi, ma che all’utente finale regaleranno - di qui all’entrata in produzione dei software sottoposti a test - una sensazione di velocità prima mai provata.





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