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Symantec: “La sicurezza delle PMI non è sufficiente”

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Scritto da Guido Sintoni

Una ricerca evidenzia come le Pmi europee non siano al passo con procedure e strumenti necessari per una sicurezza efficace. Italia sostanzialmente nella media. La soluzione in una nuvola?

Sicurezza informatica come motore di business? Per Symantec è così, specie se si lesina sulle difese necessarie. Un’analisi condotta dall’azienda californiana evidenzia come il 17% di intervistati, su un campione di 874 persone appartenenti a nove diversi Paesi europei, sostiene di avere perso opportunità di business a causa di problemi legati alla sicurezza stessa.

È chiaro che un sondaggio va sempre preso con le molle: ma quello di Symantec sembra evidenziare un aspetto di buon interesse.Nonostante la diffusa conoscenza delle minacce comuni come virus (93%), spam (91%) e Trojan horse (82%), buona parte del campione non ha strumenti adatti per affrontare altri potenziali rischi più recenti, quali i botnet.

Anche i dipendenti, secondo Symantec, fanno la propria parte in negativo: il 40% pensa che la sicurezza sia compito del responsabile IT, mentre il 32% pensa sia responsabilità dell’amministratore di rete. In altre parole, una procedura che non li riguarda né li coinvolge.

E spesso anche i metodi di protezione risultano errati: il 39% dichiara di fare ricorso a soluzioni pacchettizzate anche presso catene di tipo retail, presso le quali non sono disponibili soluzioni di classe business. E il 10% si protegge avvalendosi del software regalato insieme con le riviste: che spesso hanno licenze d’uso di prova o per uso personale.

La realtà italiana, basata su 142 intervistati, mostra una situazione sostanzialmente in linea con la media europea: per Symantec, il 22% di intervistati (contro il 17% in Europa) ha ammesso di aver perso sensibili opportunità di business a causa di problemi legati alla sicurezza. Il 29% delle aziende intervistate ha un IT Manager dedicato contro il 33% degli altri paesi. Bassa la conoscenza delle minacce di nuova generazione:i botnet sono sconosciutu al 57% degli intervistati, i rootkit al 50% e attacchi basati su pharming al 45%. Infine, il 33% in Italia contro il 25% mediamente in Europa dichiara che la propria azienda non possiede una policy IT.

I risultati suggeriscono che raramente le aziende installano in maniera proattiva l’infrastruttura appropriata per gestire uno scenario dinamico come quello delle minacce”, ha dichiarato John Brigden, Senior Vice President Emea di Symantec. Di certo un’affermazione non nuova, dichiaratamente di parte, ma che sembra nascondere un buon fondo di verità. E se la soluzione fosse nel cloud computing, vale a dire nella gestione della sicurezza da parte di terzi e nello spostamento dell’infrastruttura fuori dalla piccola azienda?

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