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Ecco Apt, la piattaforma pubblicitaria di Yahoo!

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Scritto da Piero Babudro

Annunciato oggi il nuovo sistema “open” per l’advertising online. I primi test saranno condotti sui giornali del Newspaper Consortium

 

Si riapre la partita della pubblicità online. Due giorni dopo le critiche dell’Antitrust americano, che ha di fatto bocciato l’accordo con Google, Yahoo! prova a rimescolare le carte annunciando una propria piattaforma per il display advertising. Si chiama APT e, nelle parole di Jerry Yang – Amministratore delegato e co-fondatore del gruppo – “sarà qualcosa di rivoluzionario”.

Pensato come luogo virtuale di interscambio tra inserzionisti, editori e agenzie, APT mette a disposizione una serie di strumenti per la compravendita di spazi pubblicitari online. L’azienda lo descrive come un sistema aperto: i clienti sono cioè in grado di progettare e realizzare da soli le proprie strategie di marketing, ottimizzando in tempo reale le campagne sulla base dei dati di navigazione forniti da Yahoo!. Al di là degli aspetti più tecnici, questo particolare dovrebbe tradursi in una maggiore efficienza a fronte di costi minori.

Primo a testare APT sarà il Newspaper Consortium, uno dei principali network di giornali locali statunitensi (muove un mercato che vale circa 9,5 miliardi di dollari), nonché storico partner di Yahoo!. 

Si riaffaccia intanto la notizia di una possibile partnership tra Yahoo! e America On Line. Un’alleanza con la divisione web del gruppo Time Warner potrebbe rappresentare l’occasione giusta per uscire da una crisi economica e gestionale che perdura ormai da mesi. 

Il tentativo di acquisizione da parte di Microsoft è stato infatti bloccato dallo stesso Yang, nonostante l’azione persuasiva del miliardario Carl Icahn, e anche il matrimonio con Google non avrà vita facile, ostacolato com’è da Authority per la concorrenza, World Association of Newspaper e associazione dei pubblicitari americani. 

Ad ogni modo, prima di un accordo con AOL ci vorranno dei mesi. E Yahoo! tutto questo tempo per tornare in carreggiata non ce l’ha.  


 

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