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Ballmer (Microsoft): “Noi come Davide, Google come Golia”

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Scritto da Italo Vergani

Il Ceo di Big M parla a 360 gradi: dalla telefonia mobile alla crisi economica, fino ai motori di ricerca. E lo fa, come al solito, senza peli sulla lingua. Ma con qualche rimpianto di fondo…

Siamo diventati come Davide. In questo momento è Google ad essere Golia”: parola di Steve Ballmer, uno dei triumviri - gli altri sono Craig Mundie e Ray Ozzie - chiamati a guidare Microsoft dopo il pensionamento di Bill Gates.

Parlando da Oslo in tema di mobilità e telefonia cellulare, Ballmer ha ben presto ampliato il discorso, dedicando la propria attenzione all’attuale congiuntura economica: “Non è chiaro come i consumatori reagiranno alla crisi economica […] Bisogna però considerare che la gente sta riallocando il proprio paniere di consumo, e non spenderà molto in beni ad alto costo”. Insomma, a recessione, unita alla progressiva banalizzazione dei beni, fa sì che sia l’entry level l’asse trainante dell’elettronica di consumo e dell’informatica per arginare l’andamento decrescente? E’ presto per dirlo o per dare una simile interpretazione alle parole di Ballmer. Ma di sicuro il concetto non è così peregrino.

Il passaggio chiave del Ballmer-pensiero, ad ogni modo, è dedicato alla ricerca su Internet: “Mi chiedete se avrei voluto iniziare gli investimenti sul comparto della ricerca qualche anno fa? Certo che sì”. Ammissione postuma di un errore strategico? No, non sarebbe da Ballmer. Semplicemente, sottostima di un avversario che - in dieci anni - è passato da un garage alla cima del mondo facendo leva sulle potenzialità del Web: Google. “Possiamo essere come Davide contro Golia - ha ribadito Ballmer - ma stiamo lavorando duramente”.

A scoppio ritardato, Big M ha le idee chiare sulla via da seguire: “Probabilmente abbiamo sottostimato la forza del modello pubblicitario sul Web, non la tecnologia”, ha sottolineato Ballmer. Come a ribadire: Google è avanti, ma noi non arretriamo, e anzi puntiamo senza mezzi termini su Live Search e sulla pubblicità contestuale legata ai risultati della ricerca. Anche se l’ultima iniziativa in tal senso - un programma a punti per incentivare l’uso del proprio motore di ricerca - non ha suscitato grande entusiasmo negli analisti e negli addetti ai lavori.

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