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Digital Music Survey: pirateria online in calo?
Lo studio promosso da Entertainment Media Research fotografa (con qualche sbavatura) la situazione inglese. Il peer-to-peer è in leggero calo, ma non tra i più giovani. Convincono le iniziative anti-pirateria degli Internet Service Provider.
Difficile fare chiarezza su un fenomeno così complesso come il download di contenuti musicali, evidenziandone sfaccettature e zone d’ombra. Ci prova oggi il rapporto Digital Music Survey 2008, dipingendo una realtà quanto mai articolata.
Lo studio sulla domanda di musica digitale, giunto alla sua quinta edizione e realizzato da Entertainment Media Research – fondata a Londra nel 1997 da Peter Ruppert, ex capo del dipartimento Music Information di MTV – ha offerto il fianco per cantare la vittoria dell’industria discografica ai danni di file-sharing e download illegale.
In realtà, come riportato dal blog di Bbc, la battaglia è ancora lunga e i risultati, se osservati in controluce, fanno preferire una certa cautela al facile ottimismo. Effettuato su un campione di 1.500 utilizzatori abituali della Rete nel solo Regno Unito, Digital Music Survey ha rilevato che il 39% scarica canzoni in modo illecito: comparandolo con il 43% dell’anno scorso, si è subito pensato a un primo segnale di calo generale.
Non è proprio così. Se si osservano i dati relativi al pubblico dei teenager, la situazione cambia radicalmente: sempre più giovani – quasi sei su dieci – usano abitualmente eMule e software simili e il fenomeno pare crescere in media di un 1% l’anno.
Le informazioni più interessanti, semmai, riguardano le recenti strategie antipirateria e i loro effetti a livello di percezione collettiva. In base a un accordo siglato lo scorso luglio con la British Phonographic Industry, i sei principali Internet Provider del Paese hanno iniziato a scrivere agli utenti identificati come irriducibili del download, cercando di dissuaderli dal continuare. Non solo, sempre nello stesso mese, il Governo inglese – in piena sintonia con quella che viene definita la “dottrina Sarkozy” – ha proposto di bloccare l’accesso a Internet a tutti gli utenti che violano ripetutamente le leggi sul diritto d’autore.
Ebbene, il 72% degli intervistati si è dichiarato pronto a smettere subito se contattato dal proprio provider, segno che questa misura deterrente potrebbe presto dare i suoi primi risultati. Quanto alle misure volute da Parigi, l’accoglienza finora non è stata certo positiva, e non solo da parte del popolo della Rete. Lo scorso settembre, infatti, l’Europarlamento ha bocciato la linea dura contro la condivisione di file e si è dichiarato contrario a ogni ipotesi di fare degli Isp dei guardiani della Rete, vietando di fatto l’accesso ai dati di traffico da parte di chi detiene i diritti sulle opere.





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