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Adsl, Ngi rivoluziona il listino

adsl ngi peer to peer

Scritto da Giulio Boresa

Tutte cambiate le offerte di uno dei provider storici italiani, specializzato in calibrazione della qualità del servizio. Ha esteso a tutti i tagli di banda il marchio “Mini”, che limita il peer to peer

Rinunciare a un po’ di peer to peer per risparmiare sul canone e avere al tempo stesso garanzie elevate sulla qualità dell’Adsl. È questa l’idea con cui Ngi ha rivoluzionato il proprio listino, nel dopo-estate. È uno dei provider storici della internet italiana, uno dei maggiori tra i minori, con 62.300 utenti Adsl attivi.

Adesso ci sono quattro tagli di banda, per ognuno dei quali ci sono tre versioni: Mini, Power e Business. La prima limita il peer to peer, la seconda no e la terza è dedicata alle aziende. Offerte con il peer to peer limitato, a fronte di uno sconto sul canone, sono state introdotte per la prima volta da Vira (ormai defunto provider), mentre Ngi aveva provato il concetto solo sulla F5 Mini.

Adesso lo ha esteso a tutti i profili di banda e inoltre ha reso meno gravosi i limiti. Le Mini infatti adesso tagliano a 256/128 Kbps la banda per applicazioni peer to peer solo durante il giorno. Dalle 23 alle 8 invece non ci sono limiti, il che sarà gradito dagli utenti peer to peer più accaniti, che infatti scaricano anche e soprattutto di notte (lasciando il pc acceso e connesso a Internet). 

Si parte quindi da 16,25 euro Iva esclusa per una 7/0,384 Mbps “Mini”. Il canone è competitivo se si considera che ha 128 Kbps di banda garantita, i quali passano a 320 con il profilo “Power” (e la stessa velocità di picco). Il canone sale però a 25 euro più Iva. La versione “Business” ha 512 Kbps garantiti e si distingue anche per l’IP statico e un supporto tecnico dedicato. Il prezzo sale a 47 euro. La formula dei tre profili si ripete per gli altri tagli: a 4/0,512 Mbps, a 7/0,512 Mbps e a 20/1 Mbps.

Completano il listino le Adsl affasciate (offerte da tempo da Ngi), dove però non ci sono i profili Mini, Power e Business. Sono tutte infatti per le aziende. Sono in sostanza due Adsl attivate per uno stesso utente, su due doppini telefonici, affasciati dal provider. Così le prestazioni si sommano, con il vantaggio di avere molta banda in upload (fino a 2 Mbps) ed elevata qualità del servizio. Canoni da 170 euro più Iva in su.

Una riflessione: non c’è nulla di male in sé nel limitare il peer to peer, se è fatto in trasparenza nei confronti dell’utente (a differenza di quanto avvenuto con altri operatori). E se all’utente vengono date alternative (altre offerte o altri operatori dove il peer to peer non sia limitato). Una cosa è limitare la banda, inoltre, altra -più grave- è bloccare in toto certe applicazioni sgradite. Certo però che qualche polemica nascerebbe se tutti gli operatori cominciassero a limitare la banda del peer to peer sulle proprie offerte economiche (quelle che ora costano 20 euro al mese). Tele2 ha ammesso di farlo già (prima di essere acquistata da Vodafone; adesso, chissà). Forse una tattica meno sgradita, per arginare il fenomeno, sarebbe fare come sta diventando comune negli Usa: cioè limitare a 250 GB il traffico massimo incluso nei canoni.

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