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La crisi non risparmia nemmeno eBay
L’azienda parla di profitti in calo e mostra dati negativi riferiti agli ultimi tre mesi. Ma il periodo buio sarà Natale
C’è una prima volta per tutti, anche se c’è da star sicuri che di questa prima volta eBay avrebbe fatto volentieri a meno. Ieri il più grande mercato online al mondo, per bocca del suo amministratore delegato John Donahoe, ha fatto sapere che i profitti dell’azienda sono in calo.
La notizia, indubbiamente motivata dalla crisi economica che sta attanagliando mezzo mondo, ha fatto scalpore perché una cosa del genere non era mai accaduta in tredici anni. Fondata nel 1995, la casa d’aste ha sempre fatto registrare risultati positivi, contribuendo all’affermarsi dell’e-commerce nel mondo e diventando, a modo suo, sinonimo di shopping online.
L’empasse di eBay non riguarda solo il mercato americano e preoccupa analisti e tutti coloro che si interessano a vario titolo di commercio digitale, perché implica una flessione generale dell’intero comparto. I dati forniti dall’azienda sono eloquenti: negli ultimi tre mesi la crescita si è fermata al 12%: meno della metà rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando invece aveva fatto registrare un lusinghiero 30%.
Gli effetti di questa flessione si sentiranno da qui alla fine dell’anno. Il gruppo californiano – cui fanno parte anche Skype e PayPal – ha comunque confermato i dati emersi dei giorni scorsi e riguardanti un giro d’affari compreso tra 2,02 e 2,17 miliardi di dollari, leggermente più basso rispetto al 2007. Nonostante i risultati di PayPal (crescita del 27% dei ricavi nell’ultimo trimestre) il periodo natalizio sarà il più difficile dell’anno, e l’apporto economico dato dalla corsa al regalo “last minute” potrebbe non essere sufficiente per fronteggiare la crisi. Il rallentamento delle vendite, il minor valore medio dei prodotti scambiati e la crescente concorrenza hanno portato anche al recente licenziamento di un migliaio di dipendenti, circa il 10% della forza lavoro.





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