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Spymac e Lulu.tv, le promesse mancate del video online

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Scritto da Nicola Battista

Avrebbero potuto essere due nomi importanti sulla “piazza” del video online; la concorrenza invece li schiaccia: uno “abbassa il tiro”, l’altro chiude

Al suo massimo, Spymac offriva un “pool” mensile di ben 20.000 dollari in moneta sonante da ripartire tra chi caricava  materiale sul proprio sito. Qualche mese fa, il pool si era ridotto, probabilmente per mancanza di sponsor, a soli 2.000 dollari. Meglio di niente, in ogni caso.

Ottobre 2008: il denaro da ripartire tra tutti i partecipanti alla “gara” mensile di upload ammonta a a soli dieci dollari.
Il primo della Top 100 - posizione che un tempo valeva alcune migliaia di dollari - guadagnerà se tutto va bene solo cinque “verdoni”. Il terzo in classifica 50 centesimi, immaginiamo la sorte che toccherà alle 97 posizioni successive.

Spymac - già sito/forum dedicato agli utenti Apple, poi riciclatosi in portale di video, musica e immagini - è dunque un fiasco, e pure di quelli grossi. Dopo aver scommesso sull’upload di materiale originale - i denari non venivano più ripartiti tra chi aveva caricato ad esempio materiale di pubblico dominio prelevato da Internet Archive, ma solo tra creatori di video nuovi di zecca - si è rapidamente riempito di materiale casalingo e banale, di qualità scadente e privo di fantasia. E di immagini di donnine discinte, entro i limiti consentiti dal servizio.

Il sito vivacchia ma è lontanissimo da YouTube come pure da situazioni quali Revver, che nel 2007 arrivò a distribuire un milione di dollari.

Lulu.tv invece nasceva da quel Lulu.com - disponibile anche in italiano sin dal 2006 - che ha rivoluzionato l’editoria cartacea “fai da te”. Eppure, un tentativo nel video online sulla falsariga di YouTube è risultato perdente. Così, dal 1° novembre 2008 il sito sparirà del tutto (curiosa la data post-Halloween… magari non casuale) per non tornare mai più: “Lulu TV è stata lanciata con in mente la stessa idea di Lulu.com” - dice il comunicato presente in homepage - “consentire ai creatori di condividere il proprio lavoro e trarne profitto. Poiché in Lulu crediamo molto in questa idea - e ringraziamo la nicchia di seguaci che Lulu TV aveva acquisito - abbiamo deciso di concentrare tutti i nostri sforzi sul potenzialmento del nostro core business Lulu.com”.

Chiaro e onesto, per quanto triste, e con l’invito finale a continuare a diffondere materiale video tramite YouTube o il meno noto Vimeo.

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