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Feed integrali per The Guardian. Ma gli Rss ancora non sfondano
Passo coraggioso del quotidiano inglese, che ha iniziato ad offrire le notizie in versione integrale nel canale Rss. Anche se, come rivela un report di Forrester Research, i feed fanno ancora fatica a diventare mainstream
Non è una novità. The Guardian si conferma come una delle testate pioneristiche nella transizione dei grandi quotidiani in rete. E cioè, ancora una volta si ritrova ad aprire la strada a piccole, ma significative innovazioni online, che poi saranno seguite a ruota dagli altri concorrenti.
E’ il caso della novità annunciata in questi giorni: d’ora in poi i feed Rss saranno offerti in versione integrale, con tanto di link correlati e messaggi pubblicitari.
Si tratta di un segnale importante, perché finalmente una grande testata guarda oltre la strategia del sito come “giardino murato” in cui incastrare il lettore più tempo possibile per generare più traffico.
In questo modo si va incontro, invece, alle esigenze degli utenti più avanzati che ormai preferiscono leggere le notizie direttamente all’interno del proprio aggregatore. Il tutto, ovviamente, pagando il “prezzo” della presenza di messaggi pubblicitari all’interno dei feed (così come fanno da tempo le fonti hi-tech più note, come TechCrunch e Read/Write Web)
Certo, resta da vedere quanto questo nuovo modello distributivo possa essere redditizio. Ma si tratta, comunque, di un passo che prima o poi tutte le grandi testate si troveranno a fare.
Ammesso che feed Rss e aggregatori un giorno diventeranno davvero mainstream. Cosa che per il momento non si può dare affatto per scontata: secondo un report di Forrester dei giorni scorsi, solo l’11 per cento degli utenti web utilizza i feed Rss. Anche se, come nota Mashable, il vero potenziale di questa tecnologia non sta tanto negli attuali aggregatori personalizzati (di per sé troppo primitivi e faticosi per l’utente medio), quanto nella possibilità di distribuire l’informazione su una miriade di canali, a cominciare da social network, start-page e aggregatori automatizzati.





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